Il fantasista argentino ha rilasciato un’intervista a Matteo De Santis della Stampa in cui parla del periodo delicato vissuto alla Roma, del suo adattamento e dell’importanza di Claudio Ranieri e della delicata sfida con la Juventus in programma domenica 6 Aprile alle ore 20:45.
Il calciatore argentino è sempre più protagonista nel progetto Roma, arrivato in estate come l’uomo che doveva sostituire Dybala si è ritrovato a dover scalare le gerarchie per ritagliarsi un posto da titolare. Dopo l’infortunio di Paulo ora è arrivato il suo momento.
Nella stagione, Soulè ha collezionato 19 presenze totalizzando 871 minuti realizzando 3 gol e 1 assist. Il calciatore è sbarcato a Roma nel Luglio del 2024 e le attese su di lui erano tante. Nell’ultimo segmento di campionato, anche grazie a Claudio Ranieri sta ritrovando i colpi che aveva già fatto intravedere a Frosinone.
Con la Juventus potrebbe partire titolare vista l’assenza di Dybala e la squalifica di Saelemaekers, proprio per dare quella qualità e quell’imprevedibilità che tanto manca alla Roma. Matias è uno dei pochi capace di saltare l’uomo nell’uno contro uno, qualità molto importante nel calcio moderno.
Dopo il prestito al Frosinone, lo sbarco alla Roma. Cosa l’ha convinta a sposare il progetto dei Friedkin?
” Un giorno mi ha telefonato il mio procuratore dicendo che mi voleva la Roma. Ho approfondito l’interesse, parlato con De Rossi e i proprietari mi hanno convinto. Dalla prima chiamata della Roma avevo già capito che sarei venuto qui. Dopo qualche giorno di attesa, con qualche timore che potesse saltare, il trasferimento si è concluso per il meglio”.
Consiglierebbe di allestire una seconda squadra anche alla Roma?
” Certamente. Aiuterebbe tanti ragazzi. E soprattutto sarebbe anche qualcosa di buono per la società”.
Come ha vissuto l’esonero di De Rossi?
” Sono stati momenti difficili, anche duri. Ma nel calcio può succedere di tutto e tu calciatore devi stare sempre concentrato e cercare di ragionare lucidamente con la tua testa.”
Il suo rapporto con Ranieri?
” Ho provato subito a fare quello che mi diceva. Lui ha avuto ragione, mi chiedeva di toccare meno il pallone e provare lo stesso la giocata. Poi mi lascia la libertà, negli ultimi metri, di puntare l’avversario e vedere la porta. Mi ha aiutato tanto, lo ringrazio.”
Cosa è cambiato nella Roma?
“L’aria che si respira. Il mister ha dato tranquillità e fiducia a tutti, anche ai nuovi. La sua grande esperienza ci è servita. Ora si vede che viviamo un momento positivo.”
L’approdo in Champions League dipenderà da Roma-Juve?
“Mancano otto partite, otto finali. Ora Juve, poi Lazio e Verona: dobbiamo fare punti.”
Se la Roma andasse in Champions e la Juve no, sarebbe una piccola vendetta?
“No, non ho vendette da prendermi e ora penso solo alla Roma.”
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