Il portiere brasiliano, in giallorosso dal 2016 al 2018, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del Liverpool. Di seguito le sue dichiarazioni su alcuni momenti vissuti in Italia.
Ancora nella mente di moltissimi tifosi giallorossi, l’estremo difensore dei Reds è stato uno straordinario protagonista della cavalcata in Champions League del 2018. A suon di parate ed interventi decisivi, il classe 1992 ha contribuito considerevolmente al raggiungimento della semifinale, regalando un sogno al popolo romanista.
Il percorso della squadra all’ora allenata da Eusebio di Francesco si infranse però sul più bello: dopo la trasferta complicata ad Anfield, il ritorno dell’Olimpico non bastò per ribaltare il risultato. In un calcio ancora senza Var, gli errori arbitrali minarono la rimonta giallorossa. A nulla servì il gran gol di Nainggolan, capace però di far uscire i ragazzi capitanati da De Rossi tra gli applausi dell’impianto.
Qualche mese dopo, il club inglese si precipitò sul portiere brasiliano, strappandolo ai capitolini per una cifra pari a 62,5 milioni di euro. Alisson, ciononostante, continua a non dimenticare Roma e la sua gente: nel corso di un’intervista rilasciata ai canali ufficiali del Liverpool, il calciatore nato a Novo Hamburgo ha ricordato l’esperienza vissuta nel “Bel Paese”.
Intervistato dai canali mediatici dei Reds, il portiere sudamericano ha svelato un retroscena riguardante la semifinale di Champions League del 2018.
“A quel tempo, c’erano numerosi rumors sul fatto che il Liverpool fosse interessato a me. Come calciatore, inizi a immaginarti: “Un grande club, magari mi arriva la chiamata…”. Quindi, sono andato a giocare la gara di Anfield desideroso di dare il massimo, ma alla fine abbiamo perso 5-2. Il rumore del tifo sugli spalti era altissimo, mi è entrato in testa. Nella seconda frazione di gioco, quando ho cambiato sponda del campo per giocare sotto alla Kop, ho sentito che i tifosi del Liverpool mi applaudivano e mi supportavano, a quel punto mi sono detto: “Okay, forse vogliono che venga a giocare per loro”. Il modo in cui hanno spinto la loro squadra è stato incredibile quella notte. Noi, la Roma, non avremmo mai potuto vincere quella partita. Notte pazzesca, eh? Il risultato non è stato dei migliori per me all’epoca, ma l’esperienza è stata magnifica. A quel punto, pensai: “Se quel club dovesse chiamarmi, accetto assolutamente”.
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