Il centrocampista serbo, oggi al Sassuolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di un’intervista a Gianluca Di Marzio su Sky Sport. Di seguito le sue parole sull’esperienza vissuta in giallorosso.
“Devo partire dall’inizio: quando ho scelto la Roma e sono andato via dal Manchester United per entrare in un progetto dove restare almeno un paio d’anni. Avevo ricevuto alcune offerte interessanti con proposte triennali e già non ero più molto giovane. Poi è arrivata la proposta della Roma da Mourinho e all’inizio non volevo andare perché la proposta era di un anno”.
“Poi ho parlato con Mourinho, con il procuratore, per lui soprattutto, la società e i tifosi ho scelto la Roma e mi è stato detto ‘Firma, e se le cose andranno bene parleremo di rinnovo già a gennaio. All’inizio, anche con la mia famiglia, non avevamo la stabilità giusta. Ho scelto Roma soprattutto per José. Secondo me ho giocato bene e stavo giocando bene, a gennaio nessuno ha bussato alla mia porta, ho cercato io dei contatti e mi era stato detto che se avessi giocato più del 50% delle partite, avrei avuto il rinnovo automatico, ma non era ciò che avevamo definito l’estate precedente”.
“Avevo la sensazione di essere continuamente in prova, ma ero e sono un giocatore esperto, meritavo maggiore rispetto e a febbraio ho detto alla società che avrei dato il massimo fino a fine stagione per portare la squadra il più lontano possibile”.
“Penso di aver sempre dato il massimo per tutti, poi a fine stagione loro erano già a conoscenza della decisione, per questo ho deciso di andar via. Il problema sono state le persone che hanno promesso qualcosa e non l’hanno mantenuto, mi è mancata stabilità e non mi sentivo bene con quelle sensazioni: ho fatto del mio meglio e stavo bene, ho percepito l’affetto dei tifosi, che mi hanno rispettato più della società”.
“Il Rennes ha bussato alla mia porta proponendomi un triennale, che significava maggiore stabilirà. Una volta spiegato il progetto ho pensato a ciò che era meglio per me e per la mia famiglia. Ora è passato un po’ di tempo da quel momento: le persone non sono più le stesse e ne parlo tranquillamente. Non sono stati scorretti, ma avrei meritato maggiore rispetto“.
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