Dopo due mesi di stop, riprendono i lavori nella zona dell’ex autoricambi: un passo decisivo verso la nuova casa giallorossa e un segnale concreto che alimenta la speranza dei tifosi di vedere finalmente prendere forma il progetto dello stadio di proprietà
Dopo settimane di silenzio, le ruspe sono tornate in azione a Pietralata. Come riportato da Il Romanista, ieri è ripartita la demolizione del grande solettone in cemento armato nell’area dell’ex autoricambi, una delle porzioni più estese su cui la Roma deve ancora completare i rilievi archeologici. Un segnale concreto che fa ben sperare nella ripresa definitiva dell’iter per la realizzazione del nuovo stadio.
Il cantiere, rimasto fermo per circa due mesi, rappresentava uno dei nodi ancora irrisolti del progetto. Con la ripartenza dei lavori, si apre la strada alla risoluzione di uno dei due ostacoli principali che rallentavano l’approvazione amministrativa. L’altro nodo resta quello del cosiddetto “bosco” di Pietralata, tema sempre più sfumato ma ancora aperto: si attende infatti la relazione del dottor Mauro Uniformi, chiamato a chiarire la reale natura dell’area. Per il Campidoglio si tratta di vegetazione spontanea, mentre per i comitati “No allo Stadio” rappresenta un patrimonio verde da salvaguardare. L’esito sarà decisivo per completare il dossier ambientale e consentire alla Roma di procedere verso la fase successiva dell’iter amministrativo.
Sul fronte tecnico, la relazione definitiva di Uniformi, presidente nazionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, riveste un ruolo cruciale. La prima parte del lavoro, consegnata lo scorso luglio, copriva soltanto le aree interessate dagli scavi archeologici, mentre la seconda — ancora in fase di completamento — dovrà estendersi all’intero perimetro del futuro impianto. Solo con questo passaggio sarà possibile chiudere il dossier ambientale e sbloccare i successivi pareri necessari all’approvazione del progetto.
La Roma difficilmente riuscirà a consegnare il progetto definitivo entro ottobre, come inizialmente ipotizzato dal Campidoglio. Tuttavia, l’orizzonte resta incoraggiante grazie a una spinta “europea”: il nuovo stadio è stato infatti inserito nella short list dei 13 impianti candidati a ospitare Euro 2032. Una selezione che potrebbe rappresentare una svolta decisiva per accelerare l’iter autorizzativo.
Il ministro Andrea Abodi ha nominato Massimo Sessa commissario straordinario, che a sua volta ha designato il sindaco Roberto Gualtieri come subcommissario per la Capitale. Questo permetterà di snellire i passaggi burocratici, velocizzare la Conferenza dei Servizi e garantire un dialogo diretto tra Comune e società giallorossa. Una corsia privilegiata che potrebbe ridurre di mesi l’attesa e portare finalmente Roma verso la sua nuova dimora — indipendentemente dalla scelta finale per gli Europei.
Dopo anni di attese e rinvii, il progetto sembra finalmente imboccare la strada giusta: la Roma e i suoi tifosi possono tornare a sperare in una casa tutta loro.
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