La Cremonese ha portato in Italia Jamie Vardy, che ritrova Claudio Ranieri: insieme hanno scritto una delle pagine più incredibili della Premier League e del calcio moderno. Ora le loro strade incrociano la Roma dei Friedkin e di Gasperini.
Quando la Cremonese ha deciso di puntare su Jamie Vardy in estate, molti hanno pensato subito alla stessa immagine: Claudio Ranieri che lo abbraccia in maglia Leicester, davanti a un sogno chiamato Premier League. Oggi lo scenario è diverso: Ranieri è all’interno dell’area sportiva della Roma, figura di riferimento per i Friedkin, tra gli uomini che hanno spinto per l’arrivo di Gian Piero Gasperini. Vardy, invece, prova a riaccendere la sua storia in Serie A con la maglia grigiorossa.
Quella tra Ranieri e Vardy non è stata una semplice relazione allenatore–centravanti. È stata la spina dorsale emotiva di una delle più grandi imprese del calcio moderno: il Leicester campione d’Inghilterra 2015-2016. Ranieri costruì una squadra corta, compatta, pronta a ripartire in campo aperto; Vardy ne fu il terminale perfetto: profondità, aggressività, gol pesanti, ben 24 in stagione. La sua striscia di reti consecutive (11 partite di fila), il feeling con Mahrez, la capacità di attaccare gli spazi alle spalle delle difese alte hanno trasformato un attaccante considerato “di provincia” in una stella internazionale.
Quel Leicester viveva di principi chiari: blocco difensivo compatto, transizioni rapidissime, verticalità immediata. E Vardy era il simbolo di questo calcio diretto ed efficace, capace di punire ogni errore avversario.
Oggi, a distanza di 10 anni, il contesto è cambiato, ma i nomi sono gli stessi. Ranieri è diventato una figura di fiducia per la proprietà americana, un riferimento dentro al progetto Roma, al punto da aver avuto un ruolo chiave nel percorso che ha portato alla scelta di Gasperini come allenatore e di Ricky Massara come direttore sportivo. Il consigliere dei presidenti ed la garanzia dei tifosi, il ruolo che ha concesso a Ranieri di cambiare il volto alla Roma.
Vardy, dall’altra parte, è la scommessa di una Cremonese che ha deciso di portare al suo fianco un professionista di enorme esperienza, abituato a palcoscenici inglesi e notti europee. Il suo arrivo in Italia ha acceso curiosità e attenzione: non è più il Vardy dei record, ma resta un attaccante capace di leggere profondità, muoversi bene senza palla e pesare nei momenti chiave ne sono dimostrazione i suoi 2 gol in 7 partite disputate.
La sfida con la Roma porta con sé, inevitabilmente, anche il peso simbolico di questa storia. Da un lato i giallorossi chiamati a dare continuità al primo posto in classifica. Dall’altro Vardy, che si ritrova davanti la squadra costruita nei punti cardini proprio da Ranieri, l’uomo che più di tutti lo ha valorizzato e portato nel momento più alto della sua carriera.
La cavalcata di Leicester resta un capitolo irripetibile, ma il filo che unisce oggi Ranieri, Vardy e la Roma dimostra una cosa semplice: certe storie non finiscono.
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