La Roma ha presentato il progetto definitivo per lo stadio il 23 dicembre del 2025 ma in questo disegno manca ancora la parte relativa all’archeologia preventiva. Per questo motivo, è spuntata una nuova problematica che rischia di rallentare nuovamente il naturale corso del progetto.
Il progetto presentato dalla società giallorossa per la realizzazione del nuovo stadio non presenta la parte relativa all’archeologia preventiva. Per questo motivo, la Soprintendenza ha richiesto che la Roma completi tutte le indagini del caso prima di procedere con l’inizio definitivo dei lavori.
Ci sarà dunque da portare a termine questi scavi per proseguire con il progetto. Non solo, nella zona destinata al nuovo stadio della Roma sono stati ritrovati dei resti di un’antica villa, dei cunicoli e parti di un acquedotto. La Roma ha risposto alla Soprintendenza, sostenendo che non vi sarebbero interferenze e ha annunciato una prossima ripresa degli scavi, assicurando il rispetto delle procedure.
Dal canto suo la Soprintendenza vorrebbe che la villa romana si preservasse (così come tutti i comitati dei contrari), allo stesso tempo la Roma è ottimista sull’esito delle indagini. La società conta sull’intervento del futuro commissario agli stadi, Massimo Sessa. Ricordiamo che le ordinanze di questo commissario potrebbero avere efficacia immediata, superando vincoli normativi e autorizzativi. Automaticamente il procedimento sarebbe più rapido.
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