Roma-Milan termina 1-1 all’Olimpico al termine di una gara intensa e ricca di episodi, soprattutto nel secondo tempo. I rossoneri avevano trovato il vantaggio nel primo tempo con De Winter sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma la partita aveva visto fin da subito una Roma aggressiva, dominante nel gioco e per lunghi tratti padrona del campo.
Nel primo tempo i giallorossi hanno creato diverse occasioni, andando più volte vicini al gol senza riuscire a concretizzare: a fare la differenza sono stati un pizzico di imprecisione sotto porta e soprattutto un Mike Maignan in grande serata, decisivo con almeno un paio di interventi che hanno permesso al Milan di andare al riposo in parità nonostante la pressione romanista.
Nella ripresa il Milan trova il gol con Koni De Winter al 62′ sugli sviluppi di calcio d’angolo. Il pareggio arriva intorno al 74’, quando l’arbitro Colombo concede un calcio di rigore alla Roma. L’azione nasce da un cross di Wesley, con Çelik che arriva sul pallone sul secondo palo: il difensore rossonero Bartesaghi interviene con il braccio molto largo e fuori sagoma, toccando il pallone. Dal dischetto Lorenzo Pellegrini è freddo e firma l’1-1.
Pochi minuti dopo arriva il secondo episodio contestato, sempre nell’area del Milan: ancora Wesley crossa dalla destra e il pallone colpisce il braccio di Pulisic. Questa volta, però, l’arbitro lascia correre, giudicando il tocco non punibile, tra le proteste dei giallorossi.
Nel post partita Mike Maignan ha espresso con forza il proprio dissenso per il rigore concesso contro il Milan: “La palla è vicina, cosa deve fare, tagliarsi il braccio?”, ha dichiarato il portiere francese, facendo riferimento anche al secondo episodio che ha coinvolto Pulisic:
La spiegazione arbitrale, però, si basa sulla diversa posizione degli arti nei due casi. Nel contatto di Bartesaghi il braccio è aperto e distante dal corpo, aumentando in modo evidente la superficie e rendendo il fallo punibile. Nel caso di Pulisic, invece, il braccio è più raccolto e vicino alla sagoma, in una posizione considerata congrua rispetto al movimento naturale del corpo.
Al di là delle interpretazioni, le parole di Maignan vanno lette nel contesto emotivo di una partita in cui la Roma ha imposto ritmo, gioco e pressione per lunghi tratti. Il Milan ha trovato il vantaggio sfruttando un episodio, ma ha poi faticato a contenere l’intensità dei giallorossi, che hanno creato molto già nel primo tempo e hanno continuato a spingere fino a trovare il pareggio. Il rigore arriva come conseguenza di una pressione costante e di una presenza continua nell’area avversaria. La reazione di Maignan, netta e istintiva, riflette la frustrazione per un risultato maturato ed una prestazione della squadra probabilmente non all’altezza dalla sua.
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