Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, Francesco Totti si racconta ad una lunga intervista del Corriere dello Sport.
Cinquanta primavere, cinquanta anni di Roma e di un legame viscerale che non si spegnerà mai. Gol, magie, dediche speciali e un mix di emozioni tra malinconia per ciò che è finito e gioia per ciò che è stato.
“Come faccio a tornare indietro per fermare il tempo?” È la domanda che ogni romanista si pone, ma a cui non riuscirà mai a trovare una soluzione.
Un leader tecnico del genere con cui la speranza di sognare non moriva mai non tornerà mai probabilmente, perché Francesco Totti è stato Francesco Totti, un re con una maglia magica con cui ha fatto magie anche nella realtà.
Il rammarico della lontananza dall’attuale società è importante ed è uno dei temi toccati da Francesco Totti durante l’intervista con Ivan Zazzaroni.
“Alcune volte quando mi riguardo giocare mi viene scalpore ed emozione per ciò che ho fatto. Darei tutto per tornare a giocare.”
Successivamente, l’eroe di Porta Metronia ha parlato della famosa numero 10.
“La numero 10 non è un numero che va dato a caso. Non puoi assegnarla per sette o otto partite fatte bene, ma deve portarla addosso uno che rimarrà per sempre e che non è di passaggio.”
Per ultimo, il Capitano ha parlato delle sue possibilità di vestire altre maglie oltre quella giallorossa.
“In Italia solo il Milan mi ha affascinato oltre la Roma.”
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