All’indomani della deludente sconfitta in territorio basco, pensieri e valutazioni di DajeAle su una stagione che non è ancora finita.
Così fa male. La Roma esce dall’Europa League contro l’Athletic Club, formazione di grande qualità capace di sfruttare il regalo impacchettato da Mats Hummels all’alba del primo tempo. Usciamo anzitempo dalla competizioni, abituati – negli ultimi anni – ad arrivare sempre in fondo.
Anche questo, del resto, fa parte del romanismo, sentimento incondizionato contraddistinto da una sfortuna senza precedenti. Ebbene sì, perché in una gara di vitale importanza, l’uomo più esperto, il calciatore con un curriculum vitae da far invidia a tutti e 21 i calciatori presenti al San Mamés, commette una doppia follia che condiziona la disputa.
Errore amplificato dalle storie social del difensore tedesco, abituato oramai ad ironizzare sullo scarso minutaggio ottenuto nella Capitale. Una disattenzione di tale portata non è perdonabile. Una sbavatura grossolana come quella commessa dell’ex Dortmund ce la si aspetta da Karsdorp (che aveva commesso un’idiozia simile in semifinale contro il Leverkusen).
Allargando l’analisi sulla disfatta in territorio spagnolo, rimangono forti dubbi sulle scelte iniziali di Claudio Ranieri: Mancini stava facendo bene da capo-trincea, spostato al centro di un terzetto difensivo che lo esaltava nel ruolo di guida. Poi il centrocampo, costituito da Paredes (uno dei pochi a guadagnarsi la sufficienza) e Cristante, un duo che, di certo, non spicca per velocità in un match dalla grande intensità.
Perché non proporre Koné dall’inizio? Perché non farlo entrare almeno a partita in corso? Interrogativi senza risposta certa, ma il fratino rifilato al francese ha fatto discutere l’opinione pubblica. Il tecnico giallorosso ha provato a giustificare la scelta, spiegando come questa non fosse una partita adatta alle sue caratteristiche…
L’eliminazione lascia grande delusione, ma non deve cancellare quanto di buono fatto da squadra ed allenatore in questi mesi. La stagione, infatti, non può e non deve considerarsi finita, il campionato potrebbe ancora avere qualcosa in serbo per noi. La gara contro il Cagliari diventa adesso “la nostra Bilbao”.
A partire dalla prossima stagione servirà però cambiare registro, iniziando a non buttare il campionato nei primi mesi, per poi esser costretti ad imprese titaniche nel finale d’annata. Troppi sono i rimorsi, troppe le delusioni inanellate anche quest’anno: la Roma finisce per sgretolarsi da sola, colpevole di partenze da formazione di basso rango.
Cadere va bene, non rialzarsi no. Prendetevi per mano a vicenda e ripartite senza singhiozzi contro il Cagliari, la prima di dieci finali che ora attendono questa squadra. La fortuna (virtù raramente accostata a questi colori) sarà quella di avere, per la prima volta da anni, la possibilità di giocare una sfida a settimana, così da riversare tutte le energie su un obiettivo che rimane difficile…ma non impossibile.
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