Continua la battaglia delle istituzioni al tifo giallorosso: quella di San Siro (in occasione della gara contro l’Inter in programma il 27 aprile) è la sesta trasferta vietata in questo campionato.
Una buona ed una cattiva notizia. Partiamo da quella più dolce. Si avvicina il secondo derby stagionale, il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Domenica, alle 20.45, lo Stadio Olimpico si trasformerà in una vera e propria bolgia, capace di regalare colpi d’occhio mozzafiato.
La porzione d’impianto riservata ai tifosi giallorossi è ufficialmente sold out. Sono infatti 18 mila circa i biglietti venduti alla sezione romanista, che ha letteralmente polverizzato la capienza ad essa concessa in poche ore. Cresce l’attesa per la coreografia ideata per questa stracittadina. Qualche posto ancora disponibile in Tribuna Tevere per i supporters biancocelesti.
Venendo alle note dolenti, è notizia di ieri l’ennesimo divieto di manifestazione del proprio amore al tifo giallorosso. Il TAR ha infatti vietato la trasferta di Milano, in programma il prossimo 27 aprile contro l’Inter, ai supporters romanisti. Quella del Meazza contro i nerazzurri è addirittura la sesta gara in cui i giallorossi non potranno contare sul supporto del dodicesimo uomo in campo.
La Roma, con ogni probabilità, si rivolgerà al proprio pool di avvocati per provare a capire i margini di un ricorso da presentare. Di seguito il comunicato – discutibile ed in cui si fa appello al gemellaggio tra Lazio ed Inter – emanato dal Prefetto.
“Astio intrinseco tra le frange più oltranziste di Roma e Inter, costellato di episodi di violenza, in particolare da quanto accaduto il 6 febbraio 2017 quando prima della partita le due tifoserie hanno cercato di venire allo scontro”. Si parla poi di “antica e perdurante rivalità due tifoserie: alcuni mesi fa a Roma, lo scorso 20 ottobre 2024, si sono registrate gravi violenze all’ interno dell’impianto sportivo, ove in particolare due tifosi romanisti avevano aggredito – seguendolo all’interno dei bagni dello Stadio Olimpico – un interista che aveva esultato per un goal della propria squadra. I concreti profili di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica – scrive ancora il Prefetto – vanno inoltre analizzati tenendo conto di quanto accaduto in occasione dell’incontro “Lecce – Roma”, quando nelle fasi antecedenti alla partita i tifosi della Roma decidevano deliberatamente di non recarsi al punto di captazione predisposto per la tifoseria ospite, al fine di garantire uno spostamento in sicurezza verso lo stadio ed invece si portavano nei pressi dell’impianto sportivo in corteo, transitando provocatoriamente nelle vicinanze dei luoghi di ritrovo della tifoseria leccese cercando lo scontro”.
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