Dopo l’ennesimo problema muscolare rimediato contro il Milan, la situazione di Paulo Dybala torna ad essere un tema caldo. E dalle parole arrivate dall’Argentina si riapre il dibattito sul suo futuro.
la Joya è tornata al centro dei dibattito nell’ambiente romano e stavolta non si parla soltanto di recupero fisico ma di futuro e di prospettive che escono fuori dal perimetro del campionato italiano .Nelle ultime ore, Daniel Paredes — padre di Leandro, ex Roma — ha dichiarato a Cadena Xeneize: “So che Paulo vuole venire al Boca Juniors, ha il Boca nel cuore e vuole venire. Ho sentito una conversazione tra loro e Paulo disse che sarebbe venuto. Verrà e giocherà insieme a Leandro. La figlia di Dybala sarà tifosa del Boca e lo vedrà giocare alla Bombonera“.
Frase che ha immediatamente alimentato discussioni, perché Dybala ha un contratto in scadenza nel 2026, uno stipendio pesante a bilancio e un quadro fisico che continua a condizionare la sua disponibilità.
Intanto, i fatti recenti dicono altro: l’ultimo stop è arrivato proprio contro il Milan, sul rigore sbagliato. Ulteriori esami serviranno a definire i tempi con più precisione, ma nella migliore delle ipotesi se ne riparla dopo la sosta. La Roma ha bisogno di certezze e la gestione della Joya sarà uno dei dossier centrali che accompagneranno i prossimi mesi.
Manu Koné si è raccontato ai canali ufficiali della nazionale francese. Il centrocampista della Roma ha ripercorso le sue radici calcistiche e ha descritto la sua identità da giocatore e da uomo.
“Con il passare del tempo si è iniziato a parlare di me, ma inizialmente non mi notava nessuno a causa della mia timidezza”, ha dichiarato. “Ero sempre nell’ombra… quindi dovevo mettermi alla prova e far capire alle persone che c’ero anche io in campo.” Sul suo profilo tecnico: “Mi piace correre, difendere e dare tutto per la squadra. La gente mi vede maggiormente come un centrocampista difensivo, ma non vedono il mio lato offensivo, che è abbastanza buono. Penso di avere una buona tecnica sotto pressione… so portare il pallone dalla difesa all’attacco. Il problema è che non calcio così bene, ma con il tempo migliorerò anche sotto questo aspetto.”
Infine, la crescita attraverso i club e l’adattamento nel calcio italiano:
“Ho iniziato al Paris FC, poi Tolosa, Borussia Mönchengladbach e ora Roma. Sono alla Roma da un anno e capisco praticamente tutto, a volte mi capita di parlare anche in italiano. Anche dal punto di vista calcistico c’è molta differenza tra Germania, Francia e Italia. In Serie A c’è un calcio più difensivo e devi pensare a più cose. Bisogna adattarsi e migliorare”
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