Trecento presenze non sono solo un numero per Bryan Cristante, ma la fotografia di un percorso fatto di continuità, sacrificio e senso di appartenenza. Nelle sue parole emerge il peso di una maglia indossata con rispetto ogni settimana, il valore dei legami costruiti nello spogliatoio e la forza del gruppo.
Bryan Cristante ha raccontato cosa significhi per lui aver superato il traguardo delle 300 presenze con la maglia della Roma, un percorso fatto di continuità, appartenenza e senso di responsabilità verso una squadra e una città che rappresenta ogni settimana.
“È un onore, è un piacere vestirla, continuare a vestirla e rappresentare questa passione, questa città, questa società ogni domenica, ogni partita. È sempre un grandissimo senso di orgoglio.”

Un traguardo condiviso con compagni che, negli anni, sono diventati molto più che semplici colleghi di squadra, costruendo un legame profondo anche fuori dal campo.
“Spero anche di condividere questo traguardo con altri tre compagni e amici. Siamo qui da tanti anni e si è creato un rapporto forte, un’amicizia che va oltre il campo. È qualcosa che fa tanto per la squadra e per il nostro legame, e rende tutto ancora più speciale.”
Cristante ha poi sottolineato il valore collettivo di questo percorso, fatto di esperienza, continuità e senso di appartenenza condiviso con chi indossa la fascia e chi la sostiene.
“È un orgoglio rappresentare questa società e questa squadra. Siamo un gruppo di ragazzi che ha superato le 300 presenze e portiamo questa responsabilità con onore. A volte la indosso io, a volte Pelle, a volte Stephan, ma sappiamo di avere un gruppo forte, unito da un’amicizia profonda. Abbiamo condiviso tanto, siamo qui da tanti anni in questo club incredibile e cerchiamo sempre di onorare questa maglia.”
Nel racconto di Cristante non manca il ricordo di uno dei momenti più intensi vissuti in campo, arrivato in una partita complicata e in una manciata di minuti decisivi.
“È stata una bellissima emozione. È arrivata in un momento particolare: stavamo facendo un grande percorso e, a Udinese-Roma, c’era stato un incidente nel primo spezzone di partita. Io entrai in campo solo per una quindicina di minuti, non ricordo nemmeno il minutaggio preciso. Eravamo in parità e avevamo bisogno della vittoria per continuare a credere nella rincorsa che stavamo facendo e nella bellissima partita che stavamo disputando. Il gol arrivò proprio all’ultimo istante ed è stato un momento davvero speciale, un’emozione fortissima concentrata tutta in quei pochi minuti.”
Infine, il ricordo più grande: la vittoria della Conference League, simbolo di un percorso culminato con un trofeo europeo che ha segnato la storia recente del club.
“L’altra foto è quella della vittoria della Conference League. È stata probabilmente l’emozione più forte: vincere un trofeo europeo, festeggiare con i nostri tifosi. Anche tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile ed è uno dei ricordi più belli di questi anni, perché dopo tanto tempo la Roma tornava a sollevare un trofeo. Vedere i tifosi così felici a festeggiare con noi è stato qualcosa di unico.”




