Alexis Saelemaekers ha parlato a DAZN alla vigilia del Derby della Madonnina, raccontando aspetti della sua vita fuori dal campo e alcune tappe della sua carriera. L’esterno belga ha ricordato anche il rapporto con i tifosi della Roma e ha speso parole importanti per Paulo Dybala.
Alla vigilia del Derby della Madonnina, Alexis Saelemaekers ha raccontato aspetti della sua vita privata e della carriera ai microfoni di DAZN, parlando del rapporto con i tifosi, dell’esperienza a Bologna e dei giocatori che più lo hanno colpito. Tra questi anche Paulo Dybala, definito dall’esterno belga come uno dei calciatori tecnicamente più puri con cui abbia mai giocato.

L’esterno offensivo ha aperto le porte della sua quotidianità fuori dal campo, raccontando anche come il suo carattere venga spesso percepito in modo diverso rispetto alla persona che è nella vita di tutti i giorni.
“Tanta gente mi dice che la persona che sono sul campo è diversa da quella che sono fuori. Mi dispiace per questo, perché la gente non potrà mai conoscere la persona che sono davvero. Quello che vedono in campo è il me che non sa regolare le emozioni, e quindi che siano buone o cattive escono fuori al cento per cento”.
Saelemaekers ha poi parlato della sua più grande soddisfazione personale, legata alla famiglia e al rapporto con i genitori.
“La cosa che più mi ha reso felice nella vita è aver reso felici i miei genitori. Loro vengono a trovarmi ogni due settimane, in macchina dal Belgio ogni volta. Nove ore e mezza di auto, perché a loro piace guidare e fare spese in Italia di cibo e vestiti. Sono stati importantissimi per la mia carriera: nei momenti in cui mi accontentavo, mi spronavano a dare di più e, soprattutto, mi hanno sempre trasmesso il valore di rimanere con i piedi per terra”.
Spazio anche al racconto del periodo vissuto a Bologna, che il belga considera una tappa importante nel suo percorso di crescita.
“Il primo giorno a Bologna mi sono sentito escluso dal Milan, non mi sentivo più me stesso. Mi dicevo di essere un giocatore di alto livello e quindi, andando in una squadra più piccola, pensai di riuscire a fare subito la differenza. E invece non fu così, in allenamento non davo il massimo. Mi sono reso conto che se non dai il cento per cento qualsiasi giocatore ti supera. Questa cosa mi faceva innervosire e mi sono corretto. È stato il primo, vero passo importante della mia carriera”.
Il giocatore ha ricordato anche il suo ritorno all’Olimpico da ex contro la Roma, spiegando il rapporto con la tifoseria giallorossa.
“Non hanno accettato il mio atteggiamento, pensando fosse qualcosa contro di loro. Lo capisco, probabilmente anche io al loro posto avrei reagito così. Ai tifosi della Roma, oggi, vorrei dire che li ringrazio tantissimo, non ho mai avuto un pensiero negativo nei loro confronti. Ho sempre fatto il massimo per la maglia che indossavo”.
Inevitabile poi uno sguardo al Derby contro l’Inter, partita particolarmente sentita nello spogliatoio rossonero.
“Con i giocatori dell’Inter ho un bel rapporto con Hakan Çalhanoğlu. Mi ha aiutato all’inizio fuori dal campo, mi ha presentato la sua famiglia. Poi ci siamo un po’ persi quando ha cambiato squadra, semplicemente perché abbiamo orari diversi. La rivalità con l’Inter ci sarà sempre. Prima di una partita così c’è tanta concentrazione nello spogliatoio: nessuno parla, c’è silenzio”.
Saelemaekers ha poi speso parole importanti anche per Massimiliano Allegri.
“Per me è unico, dal suo modo di vedere il calcio all’atteggiamento con i giocatori. Dal punto di vista umano è uno dei migliori che io abbia mai avuto. La gestione dello spogliatoio è perfetta. Sai come mi chiama? Scheggia”.
Infine, il belga ha citato alcuni dei calciatori più forti con cui ha condiviso lo spogliatoio, tra cui anche Paulo Dybala.
“Eden Hazard è sempre stato il mio idolo. Quello che stupisce di lui è l’umiltà fuori dal campo. In questo mi ricorda molto Modrić. Poi un giocatore che mi ha stupito tanto è Paulo Dybala. Non ho mai visto un giocatore così pulito tecnicamente: le sue giocate o il primo controllo sono sempre perfetti. Mi è piaciuto tantissimo giocare con lui, è proprio un giocatore che capisce l’essenza del calcio. L’immagine del calcio per me è lui”.




