È come un portiere di notte: sempre sveglio quando qualcuno bussa alla porta. Al quarto d’ora chiude l’ingresso a Nico Paz con un intervento pulito e deciso, poi respinge anche il tentativo di Valle poco dopo. Attento anche con i piedi, dove dimostra letture rapide e personalità. Sul gol subito finisce travolto dall’azione a distanza ravvicinata: qualche dubbio resta, ma la situazione era più da istinto che da tecnica.
GHILARDI 5,5
Affronta la partita come chi entra in una stanza piena di spigoli: prudente ma senza tirarsi indietro. Nel primo tempo combatte contro il pressing del Como con discreto coraggio, usando il fisico e cercando di tenere la posizione. Concede qualche spazio, ma meno dei compagni di reparto. Nel finale però perde lucidità e sbaglia anche lui un passaggio importante.
MANCINI 5
La sua gara somiglia a un motore che fatica a scaldarsi. Nel primo tempo è incerto e un po’ piatto, tra uscite difensive timide e impostazioni poco convincenti. Il pressing del Como lo mette spesso sotto pressione, soprattutto nella zona lasciata scoperta dall’assenza di Ndicka.
HERMOSO 5
Inizia la partita come un turista senza bussola, costantemente sorpreso dalle incursioni di Caqueret che lo costringono a rincorrere affannosamente. Con il passare dei minuti sembra trovare le coordinate giuste e riprendere fiato, ma è un’illusione: sul più bello stacca la spina e si dimentica di Douvikas, lasciandogli il via libera proprio quando non dovrebbe. (70’ Ziolkowski 5,5)
WESLEY 5,5: non un Wesley in stile Wesley, che viene ingiustamente espulso dal direttore di gara.
CELIK 5,5: Inizia la gara restando trincerato nella sua metà campo, badando solo a respingere i continui assalti di Caqueret e Valle. Nella ripresa prova finalmente a mettere fuori la testa dalla trincea, ma alza bandiera bianca per infortunio.
(70’ TSIMIKAS 5)
CRISTANTE 5: Si ritrova in mezzo a una tempesta di sabbia, investito dal dinamismo dei centrocampisti del Como che non gli danno tregua. Prova a usare il suo peso e il mestiere per restare a galla e non farsi travolgere, ma finisce col perdere la bussola troppe volte, incappando in diversi errori di precisione.
Cristante in azione -DajeRomaTv.it
KONÈ 4,5:
Rientra dopo il riposo come un motore imballato che fatica a girare. Invece di dominare il centrocampo, inciampa sui suoi stessi passi, lasciando campo libero agli avversari e spianando la strada alla conclusione di Nico Paz con uno scivolone evitabile. Prova a scuotersi nella ripresa guadagnando qualche metro, ma la sua prestazione resta ben al di sotto delle aspettative.
Como-Roma-DajeRomaTv.it
PELLEGRINI 5,5: Passa i primi venti minuti come un autore in cerca d’ispirazione, davanti a un foglio. (66’ PISILLI 5,5)
EL SHAARAWY 6,5: Dimostra di essere ancora il primo violino indiscusso di questa squadra, confermando che sulla fascia sinistra non ci sono solisti capaci di rubargli la scena. Suona subito la nota giusta procurandosi il rigore e mantenendo il ritmo con ottimi interventi in copertura. Nella seconda parte della serata la sua melodia si fa meno squillante, anche se sfiora l’acuto vincente davanti a Butez in avvio di ripresa.
(56’ RENSCH 5)
MALEN 6: avesse fatto quell’ assist a Pellegrini. Ma dai, ma che dico: segna ancora una volta e gli unici pericoli, passano da lui. Troppo forte, Donyell.
GASPERINI 5: i tagli del Como preparati non sono stati letti come previsto. Lenti e prevedibili anche nel primo tempo. Ora però, sostegno massimo: c’è Roma-Bologna.