All’indomani del successo romanista per 0-1 contro il Pisa di Gilardino, pensieri ed analisi di DajeAle sulla prestazione messa in campo dagli uomini di Gasperini.
La Roma vince anche la seconda giornata di campionato. Lo fa di “corto muso” – come direbbe un allenatore da molti voluto nella Capitale – superando un Pisa organizzato e ben schierato in campo. Adesso la sosta per gli impegni delle Nazionali, poi il rientro contro Torino e Lazio.

Dopo un primo tempo non scintillante (anche per merito della compattezza nerazzurra), i giallorossi salgono in cattedra nella ripresa, palesando – ancora una volta – i tratti somatici del proprio condottiero. La difficoltà avuta nella circolazione del pallone lascia posto all’intensità romanista, capace di schiacciare la compagine toscana ed imprimere uno stress costante alla retroguardia avversaria.
Il secondo tempo vede, tra le altre novità di comportamento, l’ingresso di Paulo Dybala, straordinario nell’incidere con qualità ed esperienza sulla disputa. La Joya è bravo a dare il via all’azione che porta al gol del connazionale Soulé. Dopo lo scarico dell’ex Juventus, Ferguson protegge e gestisce magistralmente il pallone poi scaricato al numero 18, che conclude di prima intenzione e batte Semper, trovando così la rete che rende giustizia alla bella prova esercitata.
Da sottolineare – e non è una novità – l’ottima partita di Manu Koné, onnipresente e abile nel recuperare una quantità indefinita di sfere. Bene anche Wesley, la cui crescita è visibile di minuto in minuto. Il terzino brasiliano è apparso sempre concentrato, preciso nelle scelte e con una rapidità che può risultare decisiva. I margini di crescita per il velocista classe 2003 sono enormi, e noi ce lo godiamo passo dopo passo.
Adesso le ultime mosse per completare il roster
Terminati i 90 minuti dell’Arena Garibaldi, non c’è tempo – ancora – per rilassarsi: le ultime ore di calciomercato vedono la Roma impegnata su più fronti, desiderosa di completare il parco giocatori da consegnare a Gian Piero Gasperini. L’appello è chiaro: se serve, stanziare un extrabudget per accontentare un allenatore che può regalarci gioie ed urla di felicità.

L’ex timoniere della Dea è il vero fuoriclasse di questa squadra. Dalla meticolosa preparazione tattica delle gare all’intensità messa in campo, passando per l’eccellente lettura – in corsa – delle partite: il tecnico nato in Piemonte ha già plasmato la sua Roma, dispensando parole al miele sulla disponibilità avuta da tutti i calciatori.
Con l’arrivo di Tsimikas, e in attesa di conoscere il futuro di Dovbyk (entrato male anche ieri), la casella mancante è una sola. Il ruolo risulta però chiave e l’impressione è che, se si dovesse seguire l’allenatore di Grugliasco, le soddisfazioni potrebbero essere notevoli