Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, in programma domani alle 20.45 al Gewiss Stadium, Gian Piero Gasperini presenterà in conferenza stampa il match che segna il suo ritorno a Bergamo da avversario. Una partita speciale, carica di significati personali e di peso specifico per la classifica, con la Roma chiamata a dare continuità dopo l’ultima vittoria.
La situazione degli infortunati e il ritorno a Bergamo: che vigilia è e che emozioni porta con sé dopo nove anni all’Atalanta?
“Per quanto riguarda la situazione fisica, Pellegrini e Baldanzi sono stati influenzati ma per fortuna si sono ripresi. L’ultimo è stato Pisilli, ma speriamo possa recuperare anche lui. Sono situazioni che colpiscono un giorno uno e un giorno l’altro. Hermoso è recuperato, resta da valutare Wesley che ha ancora qualche acciacco. È una vigilia un po’ movimentata, dovremo fare delle scelte, ma sono convinto che in prossimità della gara riusciremo a recuperare tutti. Giocare una partita così diventa una motivazione molto forte.
Tornare a Bergamo, invece, è un grande piacere. Nove anni sono stati una parte enorme della mia vita calcistica. È stata una storia bellissima, con un comune denominatore che è stato il presidente Antonio Percassi, con cui tutto è iniziato e con cui c’è sempre stata grande sintonia. In quegli anni siamo cresciuti continuamente, con squadre diverse, raggiungendo obiettivi importanti. L’Atalanta è stata un’anomalia straordinaria: ottenere risultati per così tanti anni chiudendo sempre i bilanci in utile. Una società di una piccola città, ma compatta in tutto: tifoseria, squadra e dirigenza.
Ho cercato di lasciare l’Atalanta nel punto più alto possibile: terza in classifica, in Champions, con una rosa forte e una società solida, capace di fare cessioni importanti senza intaccare il patrimonio di giocatori. Rivedrò volentieri tante persone con cui ho condiviso quel percorso.
Sono contento di essere venuto a Roma, forse nella situazione più difficile. Ma quello che stiamo costruendo con la squadra, l’ambiente e la società può diventare qualcosa di molto importante e gratificante. Io ci credo davvero.”

Quali sono le insidie principali dell’Atalanta? Roma e Atalanta sono due delle squadre più penalizzate dalla Coppa d’Africa.
“È una squadra costruita da Champions League, che è stata rinforzata con l’acquisto di giocatori importanti in attacco, a centrocampo, in difesa e sugli esterni. È una squadra di cui conosco bene il valore, sia tecnico che morale. Anche noi, come loro, siamo penalizzati dalla Coppa d’Africa: sono quattro giocatori fortissimi che tolgono tanto a una partita di questo livello.
Detto questo, sono molto fiducioso della nostra squadra. Nessuno o pochi ci aspettavano a questo punto del percorso. Noi dobbiamo guardare la nostra strada, i nostri obiettivi e le nostre partite, con la fiducia che ci siamo conquistati sul campo in questi mesi.”
Di quanti rinforzi ha bisogno davvero la Roma per fare un salto di qualità? E cosa risponde alle voci dalla Spagna su Raspadori?
“Questa è una squadra che ha una sua base e che sta facendo cose che ci piacciono, anche competitive. L’obiettivo della Roma, per quanto mi riguarda, è diventare forte, sempre più forte. È chiaro che, se si inseriscono giocatori, non bisogna inserirne tanti: bisogna inserire giocatori forti, che possano dare continuità e un valore aggiunto alla squadra.
Altrimenti abbiamo fatto cinque mesi così e si possono fare anche gli altri. Però l’obiettivo deve essere quello. Questo è un mercato strano, diverso da tutti gli altri anni, lo hanno già detto in molti: un mercato di gennaio in cui le big si stanno muovendo, cosa che non è mai successa così. Perché la competizione è molto ravvicinata: in pochissimi punti giochi per lo scudetto, per la Champions, per l’Europa o per niente.
Bisogna accettare la sfida, accettare la battaglia, stare sempre pronti e guardare solo il nostro percorso. Fare soltanto le cose che servono per migliorarci e diventare più forti.”
Lei poco fa ha detto che, visto che le big del campionato si stanno attivando per investire tanto sul mercato di gennaio perché la competizione è molto alta, bisogna accettare questa sfida e quindi battagliare. Per capire se ho capito bene quello che ha detto, quindi si aspetta che la Roma investirà abbastanza da rendere questa squadra comunque competitiva anche ad alti livelli nel mercato di gennaio. Glielo chiedo perché Ranieri qualche giorno fa, quando ci siamo visti qui a Trigoria, ci ha ricordato quello che lui aveva detto all’inizio stagione, ovvero che sarebbero state delle sessioni difficili dal punto di vista del mercato e poi a margine se c’è un giocatore di questi nove anni non più attuale che riporterebbe in questa Roma.
“Troppi, sono veramente tanti: farei dei torti agli altri, dovrei fare un elenco lunghissimo. Sì, lo sappiamo: la realtà finanziaria di questa estate la conosciamo, speriamo di poterla migliorare nel tempo. Non è solo una questione di soldi perché chiaramente quelli aiutano, indubbiamente si accorciano molto di più le strade, però la storia è un esempio anche dell’Atalanta di quello che è importante scegliere. Magari ci vorrà un po’ più di tempo: è chiaro che ti scontri con delle società che hanno delle disponibilità molto alte. Però la Roma deve essere ambiziosa lo stesso e a maggior ragione bisogna guardare se stessi: non bisogna fare confronti o altre situazioni. Bisogna cercare, pezzo per pezzo, di migliorare la nostra squadra, più che fare degli obiettivi che chiaro tutti vogliamo ottenere al massimo. Però credo che questa sia la cosa migliore, la strada migliore.”
Tornando a Bergamo, sente di essere cambiato rispetto al Gasperini di allora, non solo dal punto di vista tattico ma anche umano ed emozionale?
“Non credo. Spero di no. Spero di essere sempre me stesso, nel bene e nel male. Mi porto dietro quelle che sono le mie caratteristiche. Per me è importante aver fatto presa su questo spogliatoio, su questo gruppo, e aver riconquistato in parte fiducia, togliendo un po’ dello scetticismo che c’era nei miei confronti.
Non è stato facile cambiare completamente vita, lasciare tutto ciò a cui ero abituato. Però professionalmente sono in una situazione che mi stimola molto e che mi dà la credibilità di poter fare un bel lavoro. In questo non è diverso da Bergamo.
Quando abbiamo vinto l’Europa League ero convinto che potessimo lottare ancora più in alto, avevo una forte convinzione legata anche alle possibilità economiche per farlo. Forse è stato proprio questo il vero motivo che mi ha spinto a cercare queste stesse ambizioni qui a Roma.”
Dybala deve avere una certa condizione per giocare un pochino più dietro, non da punta centrale. Dopo la prestazione contro il Genoa, che ci è sembrata tra le più positive di questa stagione, se in questi giorni l’ha visto ancora in condizione per giocare lì in quella mattonella, magari muovendosi a destra e a sinistra, ma comunque un po’ più arretrato per dare più qualità all’attacco.
“A me Dybala piace quando fa gol e quando può fare gol. Deve andare avanti, deve sapersi inserire, deve andare dentro l’area. Poi è un giocatore che sa aiutare anche la squadra nei momenti di difficoltà, perché con la sua tecnica e la sua conoscenza calcistica è in grado di darci una mano quando l’avversario magari è nella nostra metà campo. Però Dybala è importante per quello che fa gol, per quello che fa assist, per quello che tira punizioni, rigori, calci piazzati, per quello che va dentro l’area e per quello che realizza.”
Gasperini: “Con i bergamaschi ci saluteremo poi ognuno per la sua strada, senza prigionieri”
Quanto incideranno le tempistiche del mercato nel suo giudizio finale e nelle scelte della squadra, considerando che a gennaio ci saranno molte partite ravvicinate?
“È chiaro che tutti vorremmo avere subito i giocatori pronti, magari anche prima, per poterli allenare un po’. Di solito chi arriva a gennaio difficilmente è già al massimo della condizione: spesso sono giocatori che hanno giocato poco o che arrivano da periodi di stop. Io non penso mai che un giocatore arrivi e cambi tutto immediatamente. Ragiono sempre in prospettiva: chiunque arrivi deve portare un miglioramento alla squadra. Quanto tempo ci vorrà per vederlo, non lo so, lo valuteremo eventualmente quando sarà qui. Non si tratta di prendere giocatori tanto per prenderli, perché questa rosa esiste e ha fatto anche molto bene. Non c’è quindi fretta di pensare che un arrivo risolva tutto: chiunque arriverà avrà bisogno di tempo. La mia visione resta quella di rendere la Roma più forte nel complesso.”

Vedendo l’accoglienza riservata a De Rossi all’Olimpico, che cosa si aspetta dai tifosi dell’Atalanta dopo così tanti anni insieme?
“Quella di De Rossi è stata molto bella. Spero di non ripeterla a fine partita, assolutamente. È stata bella e molto meritata, perché De Rossi è stato qualcosa di fantastico qui a Roma. Per quanto mi riguarda, conoscendo i bergamaschi, sarà molto bello salutarci, però poi dopo, ognuno per sé. Senza prigionieri.”
Con l’assenza di Ndicka stiamo vedendo più spesso Ziolkowski in campo: è un giocatore cresciuto rispetto all’inizio dell’anno. Che margini ha e, alla luce di questi progressi, serve comunque un difensore a gennaio?
“Portando Celik sugli esterni siamo in cinque difensori, senza Ndicka, con Mancini, Hermoso e gli altri. È una squadra che speriamo vada avanti a lungo in Coppa Italia, in Europa League e ovviamente in campionato. Io sono per le rose troppo ampio, ma è chiaro che un minimo di rosa bisogna averlo: circa 20 giocatori più i portieri. In questo momento sto guardando molto anche al settore giovanile, ma va detto che forse non solo alla Roma, bensì in tutta Italia, i vivai sono un po’ meno prolifici rispetto al passato. Questo significa che bisogna lavorare ancora di più sui giovani che hai già in casa. A volte bisogna lavorare anche su chi gioca meno, come Ziolkowski, dandogli il tempo di crescere per diventare un titolare affidabile al livello di Ndicka o Mancini. Non è un percorso che si fa in una settimana e non possiamo pretendere che a quell’età abbia subito la stessa affidabilità. L’obiettivo però è quello. I numeri non devono essere enormi, ma la rosa deve essere completa.”





