Lorenzo Pellegrini ha raccontato cosa rappresentino per lui le 300 presenze con la maglia della Roma: un percorso di vita prima ancora che sportivo, fatto di appartenenza, responsabilità ed emozioni che vanno oltre il campo. Un racconto intimo, scandito da ricordi, sogni realizzati e immagini destinate a restare per sempre.
Lorenzo Pellegrini ha raccontato cosa rappresenta per lui il traguardo delle 300 presenze in giallorosso, un percorso fatto di appartenenza, responsabilità ed emozioni profonde, vissute sempre con la Roma addosso.
“Raggiungere le 300 presenze per me è un sogno che hai fin da bambino, perché nasci e cresci qui, in una famiglia che ti tramanda questo amore per questa società, per questi colori e per questo stemma. Quando inizi a giocare qui ti senti un po’ dentro una bolla, come se fossi dentro un sogno, in attesa di svegliarti. Poi però ti rendi conto che sei già sveglio e che devi viverlo al cento per cento, come ho sempre cercato di fare, dando tutto quello che avevo. Tra gioie e dolori posso dire di aver vissuto questo amore per questa maglia al massimo, ogni giorno.”

Un percorso condiviso anche con compagni che, come lui, hanno legato una parte importante della propria carriera alla Roma, creando un legame che va oltre il campo.
“Condividere questo traguardo con loro è un piacere, perché prima di tutto, ancora prima che calciatori, sono tre bravi ragazzi che meritano questa maglia. Anche loro, come me, tra gioie e dolori, hanno sempre dato tutto.”
L’ex capitano giallorosso ha poi parlato del peso e del valore della fascia, simbolo di una responsabilità che va ben oltre i novanta minuti.
“Il capitano della Roma è una responsabilità che si tramanda da tanto tempo e che ha un peso enorme nella nostra città. Chi ricopre questo ruolo si occupa della Roma tutti i giorni, a tutte le ore, in ogni momento. Tra gioie e dolori è quello che ho sempre cercato di fare: trasmettere ai miei compagni l’amore che provo per questa maglia. Credo che, da una parte, loro siano stati bravi a capirlo e, dall’altra, io sia stato bravo a trasmetterglielo.”
Un concetto che Pellegrini allarga anche a chi arriva dall’esterno, chiamato a comprendere cosa significhi davvero indossare questa maglia.
“Credo che una cosa fondamentale sia far capire a chi arriva alla Roma dove sta venendo a giocare. Non è una squadra qualunque, non è una città qualunque, non è uno stadio qualunque e non ci sono tifosi qualunque. È qualcosa di speciale, che ti dà tantissimo e che ti rimane dentro per sempre. Se sei bravo a godertela e a sacrificarti per questa maglia, riceverai un amore enorme.”
Impossibile non tornare con la memoria ai derby, simbolo assoluto dell’identità romanista, e ai gol che hanno segnato il suo cammino.
“Questa invece è la foto del mio primo gol nel derby. Era un momento difficile, venivamo da una trasferta a Bologna in cui non avevamo fatto bene e nemmeno io avevo giocato al meglio. Però già dal giorno prima, dalla mattina stessa del derby, sentivo che sarebbe stata una giornata speciale. Succede che Pastore si fa male, entro a freddo e poi accade tutto quello che speravo: gioco il derby, segno, vinciamo. È stato qualcosa di meraviglioso. Segnare nel derby è sempre speciale: li ricordi tutti, non può essere altrimenti. Forse il gol più bello della mia carriera resta la punizione del 3-0, quella che ricordiamo tutti.”
Un’emozione che si rinnova ogni volta che scende in campo all’Olimpico.
“È sempre una grande emozione entrare in questo stadio e indossare questi colori. Per un ragazzo come me è già incredibile poter giocare un derby, figuriamoci segnarlo e vincerlo. Emozioni che resteranno con me per sempre.”
Infine, il sogno più grande: alzare un trofeo con la maglia della Roma, un’immagine che resterà per sempre nella sua vita.
“Poi c’è quest’altra foto che è storia e lo sarà per sempre. Questo era il mio vero sogno. Quando ho capito che non stavo sognando, che giocare per la Roma era realtà, il mio obiettivo più grande era riuscire a vincere un trofeo e ad alzare una coppa con questa maglia sul cuore. Al di là dei traguardi personali, dei gol nel derby e della realizzazione di poter giocare per la squadra del mio cuore, questa rimarrà per sempre l’immagine che mi emoziona più di tutte.”




