Diffida dei comitati “No Stadio” al Governo sulla nomina del commissario per Euro 2032: il provvedimento potrebbe rallentare l’iter degli impianti candidati, compreso il nuovo stadio della Roma, riaprendo il confronto istituzionale sui tempi e sulle procedure.
Nuovo capitolo nel dibattito sugli impianti sportivi in vista di Euro 2032. La questione stadi continua a dividere istituzioni e territori, con un’attenzione sempre più alta da parte dei comitati contrari ai nuovi progetti o alla riqualificazione degli impianti esistenti. Al centro della discussione c’è ora anche il tema della governance e delle procedure adottate dal Governo per la gestione delle infrastrutture legate alla competizione continentale.

Secondo quanto riportato dal giornalista Alessio Di Francesco, nella mattinata odierna i comitati “No Stadio” di Roma, Milano, Parma, Como e Pisa hanno inviato una diffida formale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al ministro dello Sport Andrea Abodi. L’atto, trasmesso tramite l’avvocato Veronica Dini, contesta la nomina di Massimo Sessa a commissario straordinario per gli stadi di Euro2032.
Una presa di posizione che rischia di alimentare ulteriormente il confronto politico e amministrativo attorno ai progetti infrastrutturali legati alla rassegna europea. La diffida, pur non avendo effetti immediati sul piano operativo, potrebbe aprire nuovi fronti istituzionali e rallentare l’iter decisionale legato alle infrastrutture coinvolte.
La nomina di Sessa potrebbe avere ricadute dirette anche sul futuro stadio della Roma, inserito tra gli impianti candidabili a ospitare partite di Euro 2032. La presenza di un commissario con poteri straordinari rappresenta un possibile acceleratore sul fronte delle procedure burocratiche, ma il ricorso dei comitati rischia ora di complicare il quadro amministrativo.
Eventuali approfondimenti o contenziosi legati alla nomina potrebbero incidere sui tempi delle autorizzazioni e sul percorso istituzionale del progetto romanista.
Vasquez al Besiktas: i dettagli dell’operazione
Negli ultimi giorni della sessione invernale la Roma ha definito anche un’operazione in uscita. Devis Vasquez è stato infatti ceduto al Besiktas, con l’accordo tra i due club raggiunto proprio nelle battute finali del mercato.

Secondo quanto riportato da Filippo Biafora, il trasferimento del portiere colombiano si è concretizzato con la formula del prestito gratuito, accompagnato da un’opzione per il riscatto fissata a 2 milioni di euro a favore del club turco. Nell’intesa tra le parti è stata inserita anche una clausola che tutela la Roma in caso di futura cessione del giocatore: i giallorossi manterranno infatti il 10% sulla eventuale plusvalenza.
Un’operazione che consente alla Roma di alleggerire il reparto e allo stesso tempo di mantenere un possibile ritorno economico nel caso in cui il Besiktas decida di puntare su Vasquez anche nelle prossime stagioni.





