Cassano: “Io allenato da Gasperini? Dalla metà campo in su sì”

Antonio Cassano è intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà, esprimendo il suo parere sulla Roma di Gasperini e raccontando del suo passato in giallorosso. Ecco le sue parole.

Come vedi questa Roma?
“Quando mi chiedono se mi fosse piaciuto essere allenato da Gasperini rispondo sempre: sì, da metà campo in su. Con lui devi correre e nei cinque anni in cui sono stato a Roma mi dava un po’ fastidio. Molta qualità, grande frustrazione quando dovevo correre, pochi trofei ma tanto divertimento. Gasperini a livello di risultati sta facendo un lavoro eccezionale, ma non vedo minimamente il lavoro che ha fatto all’Atalanta. Gli esterni che io vedevo a Bergamo: uno crossava, l’altro andava a far gol. Qui sono diversi. Gli attaccanti stanno facendo fatica, Malen qualcosa sta portando. In difesa, probabilmente, l’unico adatto a lui è Mancini. In mezzo al campo vedo Cristante che fa De Roon però l’Ederson della situazione non ce lo vedo in Koné. Non si addice in ciò che fa Gasperini. Il francese è un buon giocatore che porta tanto la palla. Poi c’è un altro problema, Dybala. Lo fa giocare a destra? Ammazzi Soulé. Lo fa giocare a sinistra? Lo metti fuori ruolo. Quando c’è Dybala in campo Soulé fa prestazioni poco brillanti. Non mi convincono tante cose della Roma, i risultati stanno dalla vostra parte ma non mi convince tanto questa filosofia gaspeririana, che io amo, nell’ottica futura della Roma”.

Tu non correvi: ma era un problema mentale?
“In tutta la mia carriera mi son sempre allenato, ma come volevo io e non si può. Mi allenavo piano, mi piaceva giocare con la palla. Era un calcio di qualità il nostro. A me piace tanto Gasperini da fuori. Da dentro, con lui che ti dice cosa devi fare, io come calciatore ho sempre detestato questi allenatori. Ho avuto scontri con Capello, Spalletti ecc. Io faccio quello che voglio. A Padel, non avendo talento, sono obbligato a correre. A calcio, avendo talento, dicevo agli altri di correre e venire ad abbracciarmi. Con Francesco (Totti, ndr) avevo un alchimia mai vista prima, una roba fantascientifica. Lui non sapeva dove io fossi, ma mi serviva nel migliore dei modi. Difficile spiegarlo a parole, era una cosa automatica. Ho avuto la fortuna di giocare con i migliori al mondo, ma l’affinità che ho avuto con Francesca non mi è mai capitata. Questa alchimia non credo che ricapiterà nel mondo del calcio”.

C’è una giocata, o partita, che rappresenta questo feeling con Totti?
“Roma-Juve, 4-0. Una roba senza logica, poteva finire anche 10-0. La cosa che mi faceva divertire di più era quella di far divertire la gente. Lo preferivo rispetto alla vittoria di trofei, gol”.

Nella Roma attuale vedi qualcuno che ti fa divertire o quei piedi là?
“Quei piedi là ce li avevo io, Francesco, Baggio. Quei piedi come ce li avevamo io e Totti non si rivedranno mai più. Oggi chi mi fa divertire nella Roma? Soulé, fa qualcosina. Dybala fa qualche buona prestazione ma non mi è mai piaciuto. Lasciamo stare gli infortuni. In Italia Dybala fa grande differenza ma è uno che non sa giocare spalle alla porta, non fa rendere al massimo il suo attaccante. Quando ero in campo io giocavo per rendere migliori i miei compagni. I vari Dybala, Leao non credo che fanno tirar fuori il massimo dai compagni. Giocano per sé, tirano fuori la giocata personale”.

Cassano: “Io allenato da Gasperini? Dalla metà campo in su sì” – dajeromatv.it

Cassano: “Spalletti alla Juventus? Nessuno di no alla Juve”

Cassano: “Spalletti alla Juventus? Nessuno di no alla Juve” – dajeromatv.it

Hai lasciato tanto a livello affettivo. C’è qualcuno offeso per Roma-Sampdoria, tu che ricordo hai di quell’atmosfera?
“Io stavo entrando all’Olimpico e lottavamo per il quarto posto. Il mio caro amico Vito Scala mi chiama dicendomi: “C’è Francesco che ti vuole negli spogliatoi”. Totti mi dice: ‘State facendo un buon campionato, ecc’. Io che vengo dalla strada gli chiedo di venire al succo del discorso e mi dice scherzando, anche se c’è sempre la verità in mezzo ai suoi scherzi: ‘Sai, se oggi vinciamo noi. Le altre tre le vincete. Noi vinciamo lo Scudetto, voi entrate in Coppa dei Campioni’. E io gli ho detto: ‘Oggi ti farò piangere e perdere lo Scudetto. Anche se non mi servissero i tre punti, si devono ricordare quelli che quando sono andato via mi hanno insultato e dette di tutti i colori. Io ti farò piangere come quelli che hanno fatto soffrire me’. Io ero e sono innamorato di Roma e della gente che mi ha amato e non di quella gente che mi ha insultato”.

Per noi è una ferita aperta. Si parla di un possibile ritorno di Totti in società. Ce lo vedi?
“Francesco in qualsiasi veste è sempre importante. Totti è la Roma e la Roma è Totti. Non gli devono far fare la sagoma, lui deve andare lì e sentirsi partecipe. Se deve fare un favore son convinto che non accetterà. Deve far qualcosa di operativo, tipo Zanetti all’Inter”.

Ufficiale la separazione De Zerbi-Marsiglia. Un parere sulla sua avventura?
“Mi dispiace per ciò che è accaduto. Roberto, prima del Marsiglia, ha rifiutato offerte con tanti soldi e squadre importanti in Germania, Italia e Inghilterra. Lui si sentiva affascinato dell’ambiente ma alla squadra gli mancava qualche componente. Lui si è preso tante responsabilità, ma va dato merito alla persona e son convinto che lui è uno dei migliori allenatori al mondo. Avrà sicuramente un’altra chance”.

Sulle polemiche arbitrali?
“Sono cinque anni che continuo a ripetere che il Var non serve a niente. Ha tolto emozioni, giudizio. Teniamolo solo per due cose: gol line tecnology e fuorigioco. Come nel calcio c’era Totti, Del Piero, Baggio ecc ci sono gli arbitri forti e quelli scarsi. Quando Daniele ha detto regolamento di m***a si è tenuto buono, ma ha detto la verità. Questo Var ha ammazzato il calcio. Uno fa gol e dopo tre minuti non si sa se posso esultare. Bisogna lasciare all’arbitro la decisione. Se sbaglia sta due giornate a casa, se è scarso arbitra in Serie B”.

Tu hai smesso di giocare troppo presto, cosa è successo?
“In questi anni poche volte mi è stata fatta questa domanda e ti ringrazio per avermela fatta. Ho smesso a 34 anni, ho fatto il ritiro di tre giorni con il Verona. Ero 10 chili in sovrappeso. Uno dalla tribuna mi dice: ‘Terun devi correre’. Da lì ho chiamato mia moglie e miei figli chiedendo loro di venire a prendermi, ci siamo fermati ad una trattoria a mangiare e li ho detto: ‘Basta, non voglio più giocare’. Il mio amore per il calcio sarà sempre infinito, nel 2016 il calcio stava cominciando a cambiare. Il mio calcio è stato il più bello e qualitativo. I migliori giocavano nel calcio e ho avuto la fortuna di giocare con tanti campioni. Dal 2014 in poi si correva di più, c’era troppa tattica e robe complicate. Non era più per me”.

Ti ha fatto effetto vedere Spalletti sulla panchina della Juventus?
“Per quale motivo dovrebbe farmi strano? Ha allenato la Roma, l’Inter e il Napoli. Ricordiamoci che nel 2004 il mio allenatore preferito disse: ‘Mai alla Juve’. Il giorno dopo era alla Juve. Quando arrivano soldi e squadre importanti accettano tutti. In pochi rimangono per sempre nelle stesse squadre, forse dieci personaggi nel mondo del calcio”.

Un messaggio a quella fetta di tifosi romanisti che ti è rimasta nel tuo cuore?
“Io ho scelto la Roma e non la Juve. Io amo Roma, tifo Roma come Inter, Sampdoria ecc. Quando facevo gol anche coloro che mi odiavano mi volevano bene. Voglio bene a tutti i tifosi della Roma, forza Roma sempre”.

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