Quattro partite, tre gol e una media tiri altissima: l’impatto di Malen con la Roma è già evidente. I numeri confermano le sensazioni di Gasperini e raccontano di un attaccante che può diventare decisivo nella corsa giallorossa.
Donyell Malen può davvero diventare uno dei principali riferimenti offensivi della Roma. Le parole di Gian Piero Gasperini al termine della gara contro il Cagliari — “Malen farà un sacco di gol” — suonano oggi quasi come una profezia, alla luce dei numeri fatti registrare dall’attaccante olandese nelle sue prime uscite in giallorosso.

L’impatto è stato immediato: tre gol nelle prime quattro partite e una sensazione costante di pericolosità ogni volta che si accende negli ultimi metri. Secondo i dati riportati dal Corriere della Sera e rilanciati anche dalle analisi statistiche, Malen viaggia a una media di oltre sei tiri a partita rapportati ai 90 minuti, praticamente il doppio rispetto ad altri riferimenti offensivi giallorossi come Ferguson e Dybala. Numeri che fotografano perfettamente le sue caratteristiche: attaccante verticale, rapido nel primo controllo e immediatamente orientato alla conclusione.
Proprio questa capacità di smarcarsi e calciare rapidamente lo rende costantemente pericoloso. Anche nelle gare in cui ha brillato meno, l’ex Aston Villa ha comunque trovato il modo di rendersi minaccioso. A Udine, per esempio, pur in una partita complicata per tutta la squadra, si è creato almeno una nitida occasione per calciare verso la porta in modo pericoloso. Contro il Milan ha cercato più volte la conclusione, pur trovandosi spesso a calciare sul piede meno naturale e senza riuscire a concretizzare.
Movimenti corretti, ricerca continua della profondità e un istinto naturale verso la porta: caratteristiche che alla Roma erano mancate a lungo e che ora rappresentano un’arma in più per Gasperini. La sensazione è che, con il passare delle settimane e con una migliore intesa con i compagni, Malen possa aumentare ulteriormente il proprio bottino.
I numeri e le prestazioni iniziali vanno nella stessa direzione delle parole del tecnico: se continuerà su questa strada, l’olandese può davvero diventare uno dei terminali offensivi più prolifici della Roma, e forse del campionato, nella seconda parte di stagione.
Conte come Mou: “Zero tituli? Io ne ho due”
L’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Como ha lasciato scorie pesanti in casa Napoli. Al termine della gara, Antonio Conte si è presentato in conferenza stampa visibilmente irritato, rispondendo in modo diretto e polemico alle domande sulla sconfitta e sul momento della squadra.

Il tecnico azzurro ha difeso con forza il lavoro del gruppo e dello staff, sottolineando le difficoltà affrontate nel corso della stagione:
“Se questi ragazzi non avessero la voglia di difendere lo Scudetto sarebbe un’annata disastrosa. Stasera abbiamo combattuto con il Como a ranghi serratissimi, abbiamo perso altri giocatori importanti, nessuno si è reso conto della differenza. Siamo usciti dalla Coppa Italia? Sì, e che posso farci? Ora rimane da giocarsi il campionato, a fare il meglio di quanto possibile”.
Non è mancata una frecciata polemica in risposta alle critiche:
“Detto questo, 2 anni e uno Scudetto con Supercoppa. Ogni conferenza mi metterò con due dita a fare il gesto ‘2’ al posto di chi faceva zero tituli”.
Infine, l’allenatore si è soffermato anche sul numero elevato di rigori concessi contro il Napoli:
“Undici rigori sono undici rigori. Chi può pensare ogni tanto che siamo la squadra che ha subito più rigori invece siamo una delle prime squadre contro le quali si tira meno in porta. Dobbiamo fare più attenzione con le braccia a non dare adito a delle situazioni che possono penalizzarci”.
Parole che testimoniano il nervosismo del momento ma anche la volontà di concentrarsi sul campionato, unico obiettivo rimasto per gli azzurri in questa stagione, Roma avvisata.





