A poco più di 24 ore dalla sfida dell’Olimpico, non arrivano notizie positive per l’allenatore dei grigiorossi. Con Bondo e Ceccherini che rischiano il forfait, l’ex Crotone potrebbe perdere anche un altro calciatore.
La situazione d’emergenza in materia di infortuni non riguarda solamente la Roma. C’è anche chi, impegnato in battaglie per ben altri obiettivi, rischia di perdere soldati fedelissimi per la gara in programma nella Capitale domani alle 20.45. Parliamo, ovviamente, di Nicola e della sua Cremonese.

Finita in un tornado senza (apparente) via d’uscita, la formazione grigiorossa è finita nel bel mezzo dell’accanita guerra per non retrocedere. Lotta che, fino a novembre, sembrava utopia, con i lombardi che avevano intrapreso un ritmo di marcia da Europa. Poi, però, come di consueto accade per le Cenerentole di inizio stagione, lo sgretolarsi di tutte le certezze.
Guardando al presente, e dunque all’impegno contro i giallorossi nel posticipo di domenica, l’ex allenatore del Crotone potrebbe perdere Federico Baschirotto. Il caposaldo della trincea si sarebbe, infatti, fermato a causa di un fastidio muscolare rimediato nella seduta d’allenamento di ieri. Il centrale ex Lecce rischia dunque di saltare il delicato impegno contro la Roma, con Folino pronto a rimpiazzarlo.
Paulo Sergio: “Adesso Totti è pronto per tornare”
In un’intervista rilasciata a Il Tempo, l’ex calciatore della Roma si è soffermato sul momento di salute dei giallorossi e sull’eventuale ritorno di Totti in società. Di seguito le sue parole.

Cosa ha rappresentato per lei la Roma?
“Sognavo di giocare in Italia. Vedevo dei grandi campioni come Socrates, Junior, Falcao e Zico che giocavano in Serie A ed era il desiderio di tutti i calciatori. Quando si è presentata l’opportunità di venire alla Roma ho accettato subito. Anche perché c’erano già tanti brasiliani come Aldair che mi ha aiutato tantissimo e abbiamo fatto un bel percorso insieme”.
Dopo qualche anno è tornato un brasiliano. Pensa che Wesley possa diventare un punto fermo?
“Ha giocato in una grande squadra come il Flamengo, dove c’è tanta pressione come a Roma. Questo sicuramente lo ha aiutato ad ambientarsi. Si è guadagnato anche la nazionale. Quando attacca mi ricorda Cafù, se ha campo libero davanti ha delle giocate importanti. Può crescere ancora tanto con un allenatore che lo stima come Gasperini”.
Impossibile non chiederle di Totti. È il momento giusto per tornare?
“Quando ha smesso di giocare ho subito pensato che dovesse studiare prima di avere un ruolo importante nella società, anche perché poi le critiche arrivano sempre, anche per uno come lui. Credo che ora sia pronto, soprattutto se si dedica con tutto se stesso a una vita diversa da quella del calciatore. Nella sua prima esperienza da dirigente credo fosse ancora troppo presto per capire il suo reale valore. È un passaggio non semplice, c’è tanta pressione, molto diversa da quella in campo. Ma ora può fare davvero un grande lavoro”.





