Gasperini: “Il bicchiere è mezzo pieno. Ora dobbiamo migliorare nei dettagli”

Le parole di Gian Piero Gasperini nel post partita di Roma-Juventus: l’analisi del tecnico giallorosso tra lettura della gara, atteggiamento della squadra e indicazioni in vista dei prossimi impegni stagionali.

Al termine di Roma-Juventus, Gian Piero Gasperini ha commentato la prestazione dei giallorossi analizzando i momenti principali della gara, le scelte tattiche e la risposta della squadra in una sfida particolarmente intensa e significativa per la classifica.

Koné e Pisilli in azione con la Roma – DajeRomatv.it

Mi concentro sull’ultimo minuto, su quell’occasione che ha portato al gol di Gatti. Non so se hai già avuto modo di rivederla. Qual è il rimprovero più grande che fa alla sua squadra, che vi fate, della gestione di quell’ultimo minuto lì.
“Ma non è solo quello, perché è stato anche il primo gol, su una punizione anche da molto distante. E qui siamo un po’ passivi, siamo fermi, siamo posizionati in modo giusto, come sempre. Però, è chiaro che vediamo il nostro campionato pieno di queste situazioni nei finali, soprattutto di queste squadre, l’Inter, il Napoli, il Milan, riescono a raddrizzare molto spesso nei minuti finali di recupero addirittura, quando poi su queste situazioni dove buttano gente sicuramente molto abile, molto strutturata nelle palenative e sul gioco aereo. Veramente sono stati fatti tanti punti da queste squadre in questa situazione, che valgono, è merito loro. E noi sicuramente potevamo fare un po’ meglio perché nell’arco del primo tempo e anche parte del secondo ci eravamo comportati bene. Qui siamo statici, siamo fermi, quasi come a subire un po’ questo calcio di punizione che invece andava aggredito”.

Vi siete abbassati troppo nel finale?
“Ci può stare nei finali di gara per sfruttare le velocità e le ripartenze come in occasione del gol di Malen. Quando hai un giocatore come lui ti può abbassare un po’ per sfruttare gli spazi. Dovevamo essere più fisici, l’uscita di Cristante ci ha tolto qualcosa sul gioco aereo. Non siamo stati bravi, abbiamo preso 3 gol simili su palle gettate in area. Sul primo Conceicao ha fatto un gol straordinario, sugli altri due siamo stati passivi. Andare a +7 sulla Juve sarebbe stato un grande passo avanti, ma siamo ancora lì. Usciamo da una partita straordinaria, non ci deve abbattere bensì dare forza”.

Il fallo commesso da El Aynaoui in occasione del terzo gol?
“Si poteva evitare, questo sfortunatamente ha determinato il gol. Anche noi abbiamo segnato su piazzato, quindi non li abbiamo solo subiti. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a 5 minuti dalla fine voli e non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive. La Juve non ha avuto grandi occasioni, poteva segnare solo su piazzato”.

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Mezzo pieno spero. Non può essere, immagino, mi chiedere mezzo vuoto stasera, visto come si era messa la partita. Sì, insomma. Perché è mezzo vuoto per il risultato, per il gol preso alla fine sicuramente. Quello che ci fa molto male è quando prendi gol a tempo scaduto. Certo, vai a casa, però questo è il calcio bisogna andare fino alla 39esima. Peccato. Se io devo guardare un bicchiere il bicchiere è mezzo pieno. Direi che è tanta roba, alla fine. L’idea che se facevamo un po’ di più era un bel passo, anche se non decisivo così, comunque un risultato. Però la prestazione è stata superlativa. Il risultato ci mantiene comunque alti e si va avanti.

Le partite contro Milan, Napoli e questa sera contro la Juventus sono tre pareggi che, per come sono andate, avrebbero potuto essere anche tre vittorie.

“Questo però ci lascia una consapevolezza importante: stiamo facendo passi avanti. L’Inter sta disputando un campionato serio, ma nelle ultime gare contro Napoli, Milan e Juventus siamo stati molto più vicini a vincere che a perdere, sia per quanto riguarda l’andamento delle partite sia sul piano delle prestazioni. Sono state tre gare di assoluto livello.

Poi ci sono i dettagli, e nel calcio fanno la differenza. Queste squadre spesso riescono a raddrizzare le partite nei minuti finali o nei recuperi, inserendo giocatori particolarmente forti nel gioco aereo. Non è un caso, è qualcosa di studiato, e probabilmente anche la loro fisicità nei finali di gara finisce per premiarle. Noi dobbiamo crescere proprio sotto questo aspetto, perché altrimenti rischiamo di fare prestazioni importanti senza raccogliere quanto meritiamo.

Credo comunque che, a livello generale, la squadra abbia compiuto un grande passo avanti. Ora dobbiamo migliorare nei dettagli, perché sono proprio quelli che spesso decidono le partite”.

Dopo questo risultato come ha trovato lo spogliatoio?

“Faccio veramente fatica a caricarmi di energia negativa…È chiaro che dispiace non aver vinto, soprattutto perché a un minuto e mezzo dalla fine la partita sembrava ormai nostra e sarebbe stato un passo avanti importante.

Però dobbiamo anche mantenere equilibrio: loro hanno esultato come se avessero vinto e noi non possiamo andare in depressione per un pareggio. Animo, perché mancano ancora undici partite. L’ho detto ai ragazzi: il campionato non si decide due mesi prima, bisogna giocarselo fino alla fine. Non c’è alcun pericolo né motivo di scoraggiarsi.

Certo, prendere gol così fa male, soprattutto dopo una prestazione di questo livello. Prima della gara probabilmente il pareggio sarebbe stato considerato un buon risultato, poi per come è andata resta il rammarico. Ma non possiamo buttare via tutto: una squadra che gioca così deve avere soddisfazione e fiducia, non piangersi addosso.

Siamo ancora avanti, il percorso è aperto e dobbiamo continuare con questa mentalità. Il campionato non è finito oggi”.

Sappiamo che lei pratica un calcio offensivo però sul finale magari si poteva gestire meglio il pallone?

“Si, ma poi saremmo stati troppo perfetti. Far scorrere il tempo e portare a casa un risultato che, per quanto visto in campo, sarebbe stato molto importante.Probabilmente non siamo stati perfetti proprio in quei momenti decisivi”.

Sulla prestazione di Pisilli?

“Tremendo, preciso. È un giocatore che sta crescendo tanto e che può diventare molto importante per questa Roma.

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