Le parole di Luciano Spalletti dopo Roma-Juventus: l’analisi dell’allenatore bianconero tra valutazioni sulla prestazione, episodi chiave del match e indicazioni in vista dei prossimi impegni stagionali.
Al termine della sfida contro la Roma, Luciano Spalletti ha commentato la gara soffermandosi sull’atteggiamento della Juventus, sulle difficoltà incontrate durante il match e sugli aspetti da migliorare in vista delle prossime partite.

Qualche luce accesa questa sera?
“Mi sono rimaste accese alcune luci di questa partita, non soltanto quella legata al carattere. Mi resta però anche qualche rammarico per alcune situazioni gestite male: abbiamo sbagliato quattro o cinque palloni in superiorità numerica al limite dell’area. Penso, ad esempio, all’azione del secondo tempo sul 2-1, quando c’era praticamente un corridoio aperto e Thuram ha allungato troppo il passaggio. Sono episodi che potevano essere sfruttati meglio.
Quello che invece mi porto dietro con convinzione è la reazione della squadra. È stata una risposta che nasce dai ragazzi stessi, dalla loro intensità e dalla voglia che hanno messo in campo. Io posso solo rafforzare questa idea: hanno fatto qualcosa di importante, perché una partita del genere avrebbe potuto abbattere chiunque. Invece hanno continuato a crederci.
Bisogna anche considerare che questi giocatori arrivavano da una gara disputata appena due giorni fa, con 120 minuti giocati in inferiorità numerica e con l’eliminazione da una competizione che inevitabilmente lascia delle scorie, soprattutto mentali.
Per questo motivo prendo tutto quello che di buono c’è stato. Nel primo tempo, secondo me, abbiamo giocato bene e in generale è stata una buona partita, disputata da entrambe le squadre. La Roma ormai la conosciamo, sappiamo che tipo di calcio propone, ma anche noi abbiamo fatto la nostra gara.
Abbiamo avuto qualche difficoltà nelle letture difensive, soprattutto nelle marcature preventive e nelle prese di posizione in anticipo: in certe situazioni siamo arrivati in ritardo e abbiamo concesso palloni alle spalle della linea difensiva. Sono dettagli su cui dobbiamo lavorare, ma resto soddisfatto della reazione e della prestazione complessiva della squadra.”
Cosa le sta dando la Juventus che le era mancato in Nazionale?
“Un lavoro diverso, sicuramente diverso rispetto a quello della Nazionale. In quel periodo con l’Italia ci sono successe troppe cose insieme e probabilmente siamo arrivati a giocarci partite importanti, come quella con la Norvegia, con il fiato corto. Il campionato era appena finito e il gruppo principale, composto da molti giocatori della stessa squadra, arrivava dalla sconfitta in finale di Champions League in un modo pesante da digerire. Sono state una serie di coincidenze che, secondo me, ci hanno penalizzato.
Ci sono rimasto male, ovviamente, ma bisogna anche prendere atto dei risultati ottenuti fino a quel momento. Con un club il lavoro cambia: hai la possibilità di vivere quotidianamente l’ambiente, di conoscere meglio i giocatori e di costruire qualcosa giorno dopo giorno. Qui c’è una società di livello altissimo, europeo, con strutture e organizzazione importanti, e questo ti mette nelle condizioni di lavorare al meglio.
Secondo me la squadra ha fatto molti passi avanti. A un certo punto ero davvero convinto che potessimo esprimere un calcio bello, divertente e appassionante, capace anche di portare risultati. Poi però siamo tornati un po’ indietro: sono ricapitate situazioni negative e non siamo stati fortunati proprio nel periodo più delicato della stagione.
Abbiamo giocato tre partite ravvicinate restando in dieci uomini e la fatica, alla lunga, si fa sentire. Anche quando riesci a recuperare qualche giorno, come abbiamo fatto questa settimana, la gestione resta complicata. Dopo una partita ci siamo allenati subito il giorno dopo, poi ho concesso un giorno libero perché non si può fare diversamente: con questo calendario l’unica vera soluzione è far recuperare i giocatori.
Allenarsi di più in queste condizioni rischia solo di appesantire la testa, soprattutto quando non arrivano i risultati. Stasera però ho visto segnali importanti: la squadra ha dimostrato di aver recuperato energie mentali e fisiche. Dopo tutto quello che è successo nell’ultimo periodo, questa reazione è da squadra forte, anzi fortissima.
Resta il mio dispiacere personale, perché per un momento ero convinto che potessimo costruire qualcosa di davvero bello e importante. Per ora non ci siamo riusciti, ma il percorso continua”.
Pensi che senza partite di coppa la Juventus possa tornare al livello proposto all’inizio?
Io penso esattamente le stesse cose della mia squadra, e l’ho sempre detto anche a voi fin dall’inizio. All’inizio magari eravate un po’ perplessi perché i risultati non arrivavano, ma io ho sempre mantenuto la stessa convinzione. Se continuiamo a lavorare su questi calciatori, cresceranno ancora, perché ho molto chiara l’idea delle potenzialità che ha questa squadra.
Naturalmente ci sono aspetti che dobbiamo sistemare: alcune cose si possono aggiustare semplicemente lavorando bene e con continuità, altre invece richiedono di diventare davvero bravissimi. Però le potenzialità ci sono tutte, perché questa è una squadra molto vicina a poter far divertire e allo stesso tempo portare a casa risultati importanti.





