Come di consueto, ecco le pagelle della nostra redazione.
Svilar 6,5: una serata che non lo vede particolarmente operativo e che gli consegna di diritto una sufficienza più che giusta dopo una serata infrasettimanale da cancellarie
Mancini 6: non quello propositivo e solido che abbiamo conosciuto fino a poco tempo fa. Esce per un problema al polpaccio a fine primo tempo (45′ Ghilardi 6)
Ndicka 6,5: sempre pericoloso nelle situazioni da fermo, una minaccia costante più di quanto possa essere un goleador nato per segnare. Fornisce una prestazione solida
Hermoso 7,5: ha innalzato il muro sulla linea di porta? No, ha costruito un palazzo e ci ha parcheggiato un pullman: se la Roma ha vinto 1-0 è grazie a quell’intervento clamoroso, che ha fatto esultare l’Olimpico come al gol di Vaz.

Resnch 6: né carne né pesce, come sempre.
El Aynaoui 5: per distacco, il peggiore in campo. Dove sta quel Neil tanto elogiato in Coppa d’Africa? Desparesido. (Robinio Vaz 8: Allez Robino Allez. Ha portato la vittoria alla maison, colui che viene dalle “favelas” francesi. Il galletto che tiene le speranze della Lupa più vive che mai è un giovane con la faccia da buono che farà impazzire difese e tifosi romanisti: i primi dalla paura, i secondi dalla gioia.)

Cristante 5,5: stanco e non poco.
Tsimikas 4,5: il voto rappresenta a pieno ciò che provano i romanisti alla lettura del suo nome: pazienza finita. (Angelino 6,5: bentornato, Roma ti vuole bene.)
Pellegrini 6,5: si muove bene ed è l’uomo più pericoloso della Roma nel primo tempo (Venturino, S.V)
Pisilli 6,5: un cane della malesia, un cavallo di razza in un deserto verde, un divoratore di palloni altrui per distruggere la festa degli avversari. Grande Gasp, stai consegnando alla Roma e alla Nazionale un centrocampista di livello.
Malen 7: anche quando non segna, fa un lavoro decisivo. Rovescia, fa sponde e giocate per trovare il terzo uomo (soprattutto dopo l’ingresso di Robinio). Sempre lì, sempre pericoloso e attento: semplicemente DONYELL MALEN.
Gasperini 6,5: la Roma dà tutto nonostante i limiti più che evidenti di questo momento storico. Ma la Roma è ancora lì e lo deve al lavoro del suo condottiero.





