Due segnali incoraggianti per la Roma arrivano dall’analisi del CIES: Wesley e Matias Soulé rientrano tra i giovani più performanti degli ultimi sei mesi a livello globale. Diversi profili finiti nel radar della Roma compaiono nella stessa graduatoria.
Arrivano indicazioni interessanti per la Roma dall’ultima analisi del CIES Football Observatory, che ha individuato i giovani, Under 23, più performanti degli ultimi sei mesi tra oltre sessanta campionati nel mondo. Tra i nomi presenti spiccano anche quelli di Wesley e Matias Soulé, entrambi classe 2003.

Il brasiliano è quello che ha ottenuto il riscontro più alto, posizionandosi nella parte nobile della classifica e confermando la qualità del suo rendimento, soprattutto in un ruolo – quello di esterno – dove la concorrenza internazionale è particolarmente elevata. Più arretrato, ma comunque stabilmente nella top 100, anche Soulé, che continua a essere considerato uno dei profili offensivi più interessanti della sua generazione.
Al di là dei due giallorossi, però, la graduatoria offre un ulteriore elemento di lettura. Tra i giocatori presenti figurano infatti anche diversi nomi già accostati alla Roma negli ultimi mesi, segno di una linea di mercato ben definita.
Tra questi ci sono profili come Dario Osorio, Mika Godts, Andreas Schjelderup e Leo Sauer, tutti giovani monitorati dalla dirigenza e inseriti in una lista che raccoglie alcuni dei talenti più promettenti a livello europeo. La presenza di questi giocatori all’interno dello stesso report conferma come la Roma stia orientando le proprie scelte verso un’identità precisa, puntando su profili giovani, già performanti e con margini di crescita.
A completare il quadro, anche la presenza di diversi talenti della Serie A, tra cui Kenan Yildiz, tra i più in alto nella classifica alle spalle di Lamine Yamal, oltre ad altri giovani che stanno emergendo nel campionato italiano.
Falcao sulla Roma: “Serve più presenza”. Poi l’aneddoto su Ancelotti
Intervenuto ai microfoni di ANSA, Paulo Roberto Falcao ha commentato la fase delicata che sta attraversando la Roma, soffermandosi in particolare sul rapporto tra proprietà e ambiente.

“Chi vive lontano da Roma ha il compito di scegliere la persona più adeguata per seguire la società, ma non basta. Deve anche andare allo stadio: se i tifosi lo vedono lo sentiranno più vicino a loro”.
Falcao ha poi condiviso un aneddoto legato ai suoi primi anni in Italia, con protagonista Carlo Ancelotti, oggi commissario tecnico del Brasile.
“Quando sono arrivato in Italia, Carlo giocava davanti: il nostro attacco, era Bruno Conti a destra, Pruzzo al centro e Ancelotti sulla sinistra. Un giorno il mister Liedholm, dopo 6, 8 partite, mi chiese un’opinione sulla squadra. Un fatto che mi onorò molto. lo proposi un cambio per dare più forza al nostro contropiede. Bruno Conti era spesso un quarto a centrocampo. Pruzzo era fortissimo in area di rigore, era fantastico, uno dei migliori attaccanti che abbia mai visto. Ma non era velocissimo. Lo stesso Ancelotti. Allora proposi al mister di mettere Carlo a centrocampo con me e Agostino e davanti sulla fascia Roberto Scarnecchia, fortissimo fisicamente, con una grande falcata. Liedholm accettò, e poi sapete tutti com’è finita”.
Un racconto che intreccia passato e presente, tra riflessioni sulla Roma di oggi e ricordi di una delle squadre più iconiche della sua storia.





