Il diesse giallorosso si è presentato ai giornalisti, commentando la sessione di mercato appena conclusa. Di seguito le sue parole.
E’ stata una sessione complicata dal fair play finanziario?
“Più che bloccate, sapevano i nostri paletti. Durante le trattative, spesso, ci siamo dovuti reinventare. Siamo riusciti, in parte, a fare ciò che dovevamo fare: abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%. A tempo debito vi spiegheremo cosa succederà con la Uefa”.

Ieri è finito il mercato, è soddisfatto di quanto fatto?
“La soddisfazione la valuteremo a fine anno, ora è presto. Saranno le partite a dirci cosa di buono abbiamo fatto. Sono contento di aver acquistato 4 giocatori protagonisti della scorsa stagione: Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini. Sono importanti per la Roma, un nucleo storico che ha attaccamento e che ringrazio per essersi messi a disposizione. Abbiamo abbassato i loro stipendi grazie alla disponibilità dei giocatori. Siamo felici di tutti i ragazzi che sono arrivati, eravate super informati, spesso real time…”
Sul caso ala sinistra.
“Quando sono arrivato la nostra priorità era il reparto offensivo. Le priorità vanno contestualizzate: si iniziano tante trattative, ma molte subiscono mutazioni. Non abbiamo spostato nessun tesoretto: è arrivato Rodrigo Mora. E’ vero che fino a ieri cercavano un’altra ala, ma Rodrigo gioca in quella porzione di campo, seppur con caratteristiche diverse”.
La rosa è completa per disputare 3 competizioni?
“Le competizioni sono 3 e le difficoltà aumenteranno perché la Champions ha un dispendio importante. Abbiamo cercato un’ala capace di fare il doppio ruolo, siamo leggermente corti, ma siamo al contempo convinti che potremo fare un buon lavoro. Numericamente, ad essere sinceri, un giocatore manca. Nelle ultime ore di mercato ci sono contatti informativi con il Chelsea per Koné, ci sono stati sondaggi ma niente di concreto. Le dimissioni di Gasperini sono una ricostruzione fantasiosa”.
Gasperini, 10 giorni fa, disse che erano cambiate le comunicazioni. Cosa vuol dire?
“Penso sia una domanda per il mister, ma, come ho già detto, durante il mercato le strategie cambiano. Bisogna capire che non è una questione di acquisto del cartellino, ma tanto fa lo stipendio del giocatore”.
Come funziona la catena decisionale nella Roma?
“Credo che sia la normalità: proprietà, direzione sportiva e allenatore. Poi è arrivato il Ceo. C’è grande condivisione nelle entrate e nelle uscite”.
Sulla questione Celik.
“Pellegrini è stato il primo calciatore con cui ho parlato al mio arrivo, non c’è mai stato il rischio di un Celik bis. Zeki era al Mondiale e la comunicazione era complicata, ma il rinnovo era chiuso. Alla fine ha deciso di andare alla Juve”.
Quanto rivendica il suo ruolo in questo mercato?
“Se non fossi responsabile non sarei qui”.
Qual è il suo rapporto con la proprietà?
“Il mio arrivo a Roma è nata una volta che ho salutato l’Atalanta. Ho incontrato Ryan e ho trovato una società con grandi disponibilità, falcidiata però dall’agreement con la Uefa”.
Il mercato degli svincolati può essere un’opportunità?
“Valutiamo che, nel caso, ci può essere tra gli svincolati. Lo affronteremo più avanti”.
Perché non è più arrivato un colpo ieri?
“Negli ultimi giorni avevamo individuato 2-3 profili per noi giusti. Non siamo riusciti a chiudere le operazioni per vari motivi: Leweling era chiusa con Stoccarda e giocatore, ma il ragazzo ha avuto un ripensamento”.
Sulla trattativa per Luiz Henrique.
“Ci sono stati problemi che ci hanno impedito di portarla a termine. Avevamo chiuso con ragazzo e club, ma problemi tecnici non hanno fatto chiudere l’affare”.




