Gasperini: “Dybala? Proviamo oggi pomeriggio. Soulé ha ancora margini”

Gian Piero Gasperini presenta Roma-Cagliari alla vigilia della sfida dell’Olimpico. Il tecnico giallorosso fa il punto sulle condizioni della squadra, sui possibili recuperi e sulle scelte di formazione per una gara importante per proseguire il cammino in campionato.

Dopo gli ultimi impegni tra campionato e Champions League, la Roma torna a concentrarsi sulla Serie A. Domani all’Olimpico arriva il Cagliari e Gian Piero Gasperini interviene in conferenza stampa per presentare la partita e fare il punto sul momento dei giallorossi. Tra i temi principali le condizioni degli infortunati, con particolare attenzione ai possibili recuperi di Dybala e agli altri giocatori ancora ai box, le scelte di formazione e la gestione delle energie in un periodo particolarmente intenso della stagione.

Gasperini in panchina a Roma-Bologna
Gian Piero Gasperini in panchina con la Roma – DajeRomatv.it

Partirei dalla partita di domani sera. Intanto, c’è qualche recupero? Mi riferisco soprattutto a Dybala. E ci saranno un po’ di rotazioni, considerando la questione sempre delicata delle partite ogni tre giorni?

“Sul recupero, l’unico possibile è quello di Dybala. Proviamo oggi pomeriggio, vediamo se potremo portarlo in panchina. Sarebbe già positivo e ho buona fiducia. Sulle rotazioni, anche lì, oggi per noi è il primo allenamento ed è già vigilia, quindi deciderò oggi. Probabilmente sì, qualcosa ci sarà. Vediamo anche in base alla valutazione dell’avversario e a tutto il resto. Però ormai abbiamo una rosa che può ruotare benissimo anche durante le partite.”

È arrivata oggi la squalifica di Allegri per due giornate. Le ha lasciato amarezza quella frase pronunciata dal tecnico del Napoli a fine partita, quando ha detto che “gli hanno messo la Champions in tasca”?

“No, vabbè, ma allora è stata… Adesso poi io non l’ho sentito, dopo l’avete riportato voi sicuramente così. Ci sono i numeri, ci sono le testimonianze, i dati, tutto quello che sono state le partite dell’anno scorso nostre ed eventualmente delle altre squadre. Quindi, poi, i commenti… non ho letto un commento a favore di questa constatazione, che mi sembra veramente sia stata sicuramente infelice. E non c’è bisogno che io aggiunga altro, chiaramente. Avete già detto tutto quello che si legge.”

Sono 15 i risultati utili consecutivi in campionato, partendo dalla scorsa stagione. Non sembrano frutto del caso, ma il risultato di un lavoro e di un salto di mentalità. Da cosa nasce questa continuità?

“Questo è continuo e deve esserlo ancora. Il nostro obiettivo è sempre quello di migliorarci, a questo non c’è mai limite. Sicuramente abbiamo raggiunto un modo di stare in campo, un modo di affrontare le partite, che si è ripetuto nel tempo e che ci dà risultati. Quindi continuiamo ad affrontare le gare in questo modo. C’è una crescita sicuramente di tutta la rosa, c’è una crescita anche individuale di molti giocatori, ma soprattutto c’è un ambiente che in questo momento ci spinge a essere coraggiosi, a essere propositivi, ad affrontare le partite, anche le più difficili, con la fiducia di poter fare bene la nostra parte.”

Tra le sue qualità c’è sicuramente quella di migliorare i giocatori. Vorrei soffermarmi su Soulé: l’anno scorso era arrivato quasi a giocare da esterno di centrocampo, poi lei lo ha riportato davanti. Adesso sembra essersi caricato la squadra e, soprattutto quando manca Dybala, sembra essere diventato anche un leader tecnico. È il giocatore che più è migliorato in questo anno e mezzo con lei?

“Lui purtroppo ha avuto un momento in cui ha dovuto stare fermo per la pubalgia e ha perso un po’ di mesi. Però quest’anno è ripartito da dove aveva finito il girone d’andata dell’anno scorso. In questo momento la partita dell’altra sera è stata straordinaria, ma anche quelle precedenti sono state tutte di alto livello. Qualche volta ci si dimentica che è un ragazzo del 2003, ha 23 anni. A 23 anni un giocatore ha ancora margini di maturità su tutti gli aspetti, che possono portarlo a essere sempre più forte. È indubbio quello che sta facendo quest’anno, anche in più ruoli: non gioca solo a destra, gioca anche a sinistra, sa giocare anche tutta fascia. L’altra sera, a un certo punto, ha giocato da trequartista, ha trovato il gol e ha fatto cose importanti. È ormai un giocatore che sta acquisendo maturità, fiducia e sicurezza di gioco. Perde molti meno palloni e ci sono ancora altre cose che pensiamo possa migliorare. Oltretutto lavora molto bene per cercare di crescere.”

Vado su un altro ragazzo ancora più giovane, Lulli. Sappiamo che è vicino a un rinnovo di contratto importante: quanta soddisfazione c’è da parte sua? Si aspettava questa crescita, visto che già dallo scorso anno lo aveva visionato con grande attenzione? E c’è un motivo particolare per cui ancora non lo abbiamo visto in Champions e nelle partite contro le squadre più forti in campionato, oppure è soltanto una questione di rotazioni?

“No, sono soltanto situazioni. Noi abbiamo quattro giocatori che stanno facendo tutti bene. Rensch sta facendo molto bene, Wesley è un giocatore ormai di assoluto valore, anche Molina, dopo il primo impatto, è entrato in un rendimento molto alto. Quindi è solo una casualità. Lulli, sono felice per lui, perché se lo merita. Tutto quello che sta facendo se lo merita. Ma l’obiettivo di tutti quanti è migliorarci individualmente, perché attraverso quello poi la squadra può essere ancora più forte.”

Se ci soffermiamo anche su qualche difetto della Roma, emergono a volte comportamenti individuali o di reparto, come sulle palle inattive contro il Real Madrid o sul gol di Anguissa contro il Napoli. Sono situazioni fisiologiche oppure c’è qualcosa che, quando le analizza con i giocatori, la fa arrabbiare particolarmente? La sensazione è che, per la sua predisposizione offensiva, la Roma a volte conceda qualcosa in più contro le grandi squadre.

“No, l’atteggiamento è sempre molto positivo. Poi i gol sono tutti soggetti diversi. Certo, sul gol del Real Madrid siamo più colpevoli rispetto, ad esempio, al gol di Anguissa, dove bisogna anche riconoscere la prodezza del giocatore, che ha fatto una cosa difficile. Non c’è stato un movimento sbagliato o qualcosa di sbagliato in quella situazione. Bisogna analizzare un po’ tutte le situazioni. È chiaro che poi non siamo delle macchine e non ripetiamo sempre in modo preciso la stessa situazione. Qualche volta magari incorriamo in errori tecnici, però l’approccio è sempre positivo. Non abbiamo preso molti gol neanche su calci piazzati, siamo sempre stati molto solidi, tranne in qualche partita. Poi contano anche molto gli avversari: quegli avversari hanno uno spessore sicuramente superiore. Abbiamo fatto comunque anche due gol all’Inter, tre gol al Real Madrid, tre gol al Napoli. Sono partite dove ci sono anche grandi giocatori, grandi attaccanti, e dove la percentuale di realizzazione è molto più alta.”

In questo momento la Roma ha abbondanza soprattutto in difesa e, in alcune partite, anche quando era sotto ha effettuato cambi nel reparto arretrato per provare a cambiare l’inerzia della gara. È una nuova chiave di lettura per dare qualcosa in più anche offensivamente oppure, viste le poche alternative davanti, necessità fa virtù?

“Sì, è un po’ tutte le cose. Però è chiaro che oggi, con cinque cambi, che sono veramente tanti, può succedere di dover cambiare anche dei difensori. Anche gli avversari a volte fanno entrare giocatori freschi e molto forti. Magari un difensore ha già giocato settanta minuti: faccio l’esempio del Real Madrid, con Hermoso che prima doveva difendere su Diomandé, poi su Vinícius e poi è entrato Endrick. Ci sta anche un cambio sul difensore. Cinque sostituzioni sono veramente tante e, come avviene per gli attaccanti, magari anche in quel ruolo hai bisogno di avere gente fresca, non solo davanti. Poi è vero che in questo momento abbiamo dei difensori con una bella propensione offensiva, soprattutto nel gioco aereo. Hermoso, Ndicka, Mancini, Balerdi sono molto efficaci. Quindi fa parte anche del trovare delle soluzioni non soltanto sui calci piazzati, ma durante la gara e nelle azioni, con gli inserimenti di questi giocatori. Rispetto ad altri, nel gioco aereo sono più forti e quindi possono arrivare a realizzare. Se arrivano da dietro, arrivano anche un po’ a sorpresa e possono ritrovarsi liberi per fare gol.”

Gasperini: “Svilar può recuperare la prossima settimana. Koné difficilmente prima della sosta”

Gian Piero Gasperini durante Como-Rma-DajeRomaTv.it

Lei ci ha detto che per parlare di obiettivi bisogna attendere fondamentalmente la fine del girone d’andata. I tre pareggi arrivati in campionato contro Inter, Como e Napoli, tutti diversi anche nello sviluppo della partita, che immagine le restituiscono della Roma?

“Sono state tre partite tutte diverse, ma sicuramente delle belle partite, molto equilibrate. Se guardo sostanzialmente alle tre gare, in tutte e tre noi ne siamo usciti molto bene. Non voglio dire di più, ma di sicuro non di meno rispetto agli avversari. È chiaro che sono gli avversari più diretti in campionato. Nelle altre partite, a parte lo scontro con l’Atalanta, già il fatto che comunque… è vero che non abbiamo vinto, ma è anche vero che non hanno vinto neanche gli altri. Quindi in questo momento magari non abbiamo fatto quel passo in più vincendone una, però il percorso è sicuramente molto positivo.”

Dopo la partita col Napoli ha parlato di morale alto, ma anche della sensazione di aver perso un’occasione. Tra le tante cose positive viste nei big match, cosa l’ha rammaricata maggiormente? E cosa manca alla Roma per fare quel passo in più e riuscire finalmente a vincere una di queste partite?

“Sono partite equilibrate che a volte… Non abbiamo avuto la concreta opportunità di andare in vantaggio, poi invece sono partite dove giochi veramente anche sulla giocata, sulla qualità della realizzazione. Ci siamo trovati sotto 2-0, sembrava una partita molto difficile e l’abbiamo rimontata. A quel punto avevamo anche la fiducia di poterla vincere, poi ci siamo ritrovati di nuovo sotto, pensavamo di averla persa e invece abbiamo pareggiato. Questo per dire come, nei 90 minuti, questo tipo di gare possano prendere delle pieghe e delle svolte diverse, molto spesso per la bravura e la capacità di qualche giocatore. È successo anche nelle altre partite con l’Inter e con il Real Madrid, ad esempio. Noi dobbiamo guardare la valutazione dei 90 minuti. È vero, abbiamo avuto alcune difficoltà anche per la bravura degli avversari, ma globalmente, nella mia valutazione, credo che la Roma sia riuscita molto bene. Se faccio un po’ il dare e avere, sicuramente usciamo da queste partite consapevoli di aver giocato alla pari con queste squadre, di sicuro non un centimetro in meno.”

Le volevo chiedere le condizioni di Koné e Svilar: ci sono novità sui loro tempi di recupero?

“Koné penso difficilmente prima della sosta. Invece Svilar potrebbe arrivare adesso questa settimana, verso giovedì o venerdì. Insomma, potrebbe essere recuperato la prossima settimana, però con beneficio d’inventario. Speriamo, per me sarebbe il massimo.”

Tornando al discorso degli scontri diretti: al di là delle prestazioni, guardando le squadre affrontate, ha avuto la sensazione che in qualche reparto manchi ancora qualcosa da aggiungere nei prossimi mesi? Penso per esempio al centrocampo del Napoli e ai cambi che in quel reparto la Roma non aveva.

“È evidente che ci sono delle squadre… Il Napoli ha vinto due scudetti negli ultimi anni, ha una rosa formata, consolidata, fa la Champions e quindi ha dei giocatori anche molto forti. Noi dobbiamo guardare noi, non possiamo guardare gli altri. Come dicevo prima, dobbiamo pensare a migliorarci di volta in volta, per quello che possiamo fare. Poi ci andremo a misurare con gli altri. In questo momento abbiamo affrontato un periodo anche con Svilar fuori, con Cristante, con Dybala, con Koné, con Pellegrini. Insomma, poi bene o male ci stiamo tenendo e facendo comunque risultati e buone prestazioni. È chiaro che quando sei completo è meglio, sei anche più forte. Però nell’arco della stagione succede anche alle altre squadre di perdere qualche giocatore e di entrare in difficoltà. Questo è dovuto essenzialmente al fatto che giochiamo ogni tre giorni. Domani iniziamo di nuovo a giocare. È una cosa che abbiamo già detto e ridetto, però c’è poco da fare. Giocando così tante partite, qualcuno viene recuperato e perdi qualcun altro. Questo lo devi mettere in conto, lo devi sapere già prima.”

In due situazioni di gioco, una con Lulli contro il Genoa e l’altra con Wesley contro il Bratislava, abbiamo visto una Roma molto aggressiva nel riconquistare il pallone direttamente nell’area di rigore avversaria. Quanto state lavorando su questo aspetto?

“Questa penso sia una caratteristica che evidenziamo da tempo. Chiaramente non è sempre così e non è sempre possibile farlo, però il fatto di andare a cercare la riconquista anche nell’area avversaria è una cosa che abbiamo messo in campo spesso.”