Dopo il 5-2 incassato a San Siro contro l’Inter, la Roma deve fare i conti anche con l’ennesimo stop della stagione: Mancini si ferma per una lesione agli adduttori, mentre Koné e Wesley puntano al rientro. Buone notizie invece da Dybala e Dovbyk.
La sconfitta di Milano lascia in eredità anche nuovi problemi fisici. In casa Roma, infatti, tiene banco la situazione legata a Gianluca Mancini, fermatosi al termine del primo tempo per un problema muscolare. Gli esami strumentali non hanno portato buone notizie: il difensore giallorosso ha riportato una lesione muscolare all’adduttore della gamba destra, con tempi di recupero stimati tra le 2 e le 3 settimane.

Lo staff medico spera comunque di riuscire a rimetterlo a disposizione di Gasperini in tempo per la sfida contro l’Atalanta, in programma sabato 18 aprile alle 20:45. Uno scenario simile riguarda anche Manu Koné e Wesley. Come riportato dal Corriere della Sera, entrambi puntano al rientro proprio per la gara dell’Olimpico contro l’Atalanta, un appuntamento che si preannuncia decisivo e in cui la Roma non potrà permettersi passi falsi.
Le notizie più incoraggianti arrivano invece dal fronte dei lungodegenti. Paulo Dybala, infatti, ha già ripreso a lavorare a parte sul campo, un segnale positivo che alimenta le speranze di un rientro tra fine aprile e inizio maggio. Percorso simile anche per Artem Dovbyk, che continua il proprio programma di recupero con l’obiettivo di tornare a disposizione nel finale di stagione.
In un momento delicato tra risultati altalenanti e riflessioni societarie, la Roma spera almeno di ritrovare presto i suoi uomini migliori: il recupero degli infortunati potrebbe rappresentare un fattore chiave nella corsa finale.
Bove: “I medici mi dissero che non avrei più giocato. Mourinho…”
L’ex centrocampista della Roma, oggi al Watford, Edoardo Bove ha rilasciato una lunga intervista al Daily Mail, ripercorrendo uno dei momenti più delicati della sua carriera e della sua vita: il malore accusato durante Fiorentina–Inter.

“Prima che accadesse mi sentivo un supereroe. Ho iniziato una nuova vita. Non rimpiango nulla perché mi ha reso più forte. Non ho mai avuto paura di morire”, ha raccontato il centrocampista, mostrando una maturità e una consapevolezza nuove.
Bove ha poi ripercorso quei momenti drammatici:
“L’ultima cosa che ricordo è quando sono svenuto. Mi sono svegliato in ospedale senza sapere cosa fosse successo. Pensavo di essere stato coinvolto in un incidente d’auto. I medici mi dissero che non avrei più giocato a calcio. Ogni tanto pensavo: ‘Cosa farò adesso?’. Sono stati giorni davvero difficili”.
Il percorso di recupero non è stato semplice, anche dal punto di vista psicologico. Il centrocampista ha parlato anche del defibrillatore sottocutaneo che gli è stato impiantato:
“Durante il primo mese è stato difficile dormire su un fianco. Il fisico cambia. Quando ti vedi diverso allo specchio può essere doloroso, ma per me non lo è stato. Non sono mai rimasto deluso”.
Tra i passaggi più toccanti dell’intervista, quello dedicato a José Mourinho, suo allenatore ai tempi della Roma.
“Mi ha scritto per primo, ma non potevo rispondere a nessuno, così ha preso il numero dei miei genitori. Ho un rapporto incredibile con lui. Mourinho è una persona molto importante per me e la mia famiglia”.





