La stracittadina prevista per il 17 maggio potrebbe non disputarsi nella data inizialmente fissata. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi legate a questioni logistiche, ordine pubblico e programmazione televisiva.
Il derby tra Roma e Lazio rischia di subire uno slittamento. La partita, attualmente in programma il 17 maggio, è infatti al centro di una serie di valutazioni che coinvolgono istituzioni, sicurezza e organizzazione degli eventi nella Capitale. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera e da La Gazzetta dello Sport, una delle prime ipotesi prese in considerazione era quella di anticipare il calcio d’inizio alla tarda mattinata, così da evitare la contemporaneità con la finale degli Internazionali d’Italia al Foro Italico.

La possibile presenza di Jannik Sinner nella finale del torneo romano renderebbe infatti particolarmente delicata la gestione dell’ordine pubblico nell’area attorno all’Olimpico e al Foro Italico, considerando l’enorme afflusso previsto di tifosi e appassionati.
Nelle ultime ore, però, starebbe prendendo quota anche uno scenario differente: il derby potrebbe essere rinviato direttamente ai giorni successivi. Le date attualmente ipotizzate sarebbero lunedì 18 maggio oppure addirittura mercoledì 20, soluzione che porterebbe a un turno infrasettimanale a pochi giorni dall’ultima giornata di campionato del 24 maggio.
La decisione definitiva dovrà inevitabilmente tenere conto anche degli altri match della penultima giornata di Serie A, soprattutto per evitare squilibri competitivi nella corsa europea e salvezza. Al momento né la Prefettura né la Questura si sono espresse ufficialmente, ma i tavoli tecnici dedicati alla questione dovrebbero partire già dalla prossima settimana, subito dopo quelli relativi alla gestione di Lazio-Inter.
Oltre agli aspetti legati alla sicurezza, anche i diritti televisivi avranno un peso importante nella scelta finale sulla data del derby.
2026 di Flavio Cobolli sta consacrando definitivamente il talento romano nel tennis mondiale. I risultati ottenuti negli ultimi mesi lo hanno portato fino al numero 12 del ranking ATP, grazie ai quarti di finale a Madrid, alla finale di Monaco di Baviera, al titolo conquistato ad Acapulco e al successo nel doppio misto a Indian Wells insieme a Belinda Bencic. Un percorso iniziato dopo il trionfo in Coppa Davis che aveva chiuso uno straordinario 2025.

Ma oltre ai risultati, per Cobolli c’è qualcosa che conta quasi quanto il tennis: il rapporto con Roma. Intervistato in vista degli Internazionali d’Italia, il tennista ha raccontato il significato speciale di giocare al Foro Italico davanti al pubblico della sua città.
Quanto è forte l’emozione di giocare nella sua Roma?
“Per me è un’emozione sempre diversa, perché ogni anno è come se fosse sempre la prima volta. Giocare sui bellissimi campi del Foro Italico, a casa mia e con il pubblico romano, non si può descrivere”.
Il suo avvio di stagione non è stato semplice, ma poi sono arrivati i risultati.
“Sono partito con alti e bassi quest’anno, però sto cercando di trovare la costanza giusta. Sono contento dei miei ultimi risultati, ma posso fare meglio e spero di dimostrarlo già qui a Roma”.
A cinquant’anni dalla vittoria di Panatta, il presidente Binaghi dice che è arrivato il momento di vincere anche il singolare maschile negli Internazionali. Potrebbe essere lei, romano proprio come Adriano.
“Sarebbe il sogno della mia vita tennistica; per questo sono molto concentrato e voglio dare il massimo. Però il livello è alto”.
A quali luoghi della sua Roma è particolarmente legato?
“Inutile dire che sono legatissimo al mio circolo, il Parioli. Poi mi viene subito in mente lo Stadio Olimpico e il mio quartiere. Se penso a Roma mi vengono in mente anche i miei ristoranti tipici di fiducia, che non cambierei mai, perché sono molto abitudinario in generale”.
Come vive oggi il rapporto con la città? Che effetto le fa essere fermato dai suoi tifosi?
“È sempre bello essere riconosciuti dai fan e scattare foto con loro. Poi i romani, come tutti gli italiani in generale, sono molto educati, quindi è sempre un piacere uscire e incontrarli per strada. Non mi darà mai fastidio”.
C’è qualcosa che farebbe in caso di vittoria al Foro Italico?
“Sarebbe talmente una grande emozione che andrei rotolando verso lo Stadio Olimpico per la gioia”.
A proposito di Olimpico, l’altra sua grande passione è la Roma. Che ne pensa dell’addio di Ranieri e della fiducia dei Friedkin in Gasperini?
“Mio padre mi ha sempre insegnato che la maglia è più importante di tutto. Andrei allo stadio a tifare la Roma anche se fosse ultima in classifica, quindi non mi interessano più di tanto i risultati e le varie polemiche. Questo significa essere ‘romanista fracico’, come lo intendo io”.
Meglio lo scudetto alla Roma l’anno prossimo o la sua vittoria al Foro Italico?
“Meglio la mia vittoria in questi Internazionali. Non posso che rispondere così, visto quanto ci tengo, anche se per vedere la Roma vincere lo Scudetto farei comunque di tutto”.





