Il tecnico romanista ha parlato ai microfoni di DAZN, commentando come segue il ritorno in Champions League dopo la vittoria sul campo del Verona.
Ci sono tante immagini di questa serata. Poi c’è la festa al triplice fischio con la squadra che l’ha lanciata in aria.
“Si, è vero. E’ stata una bellissima serata, difficile perché il Verona ha fatto un’ottima gara. Abbiamo faticato un po’, paradossalmente quando siamo rimasti in 11 contro 10. Forse c’era un po’ di fretta ed ansia di chiuderla”.

Hai conquistato la gente di Roma. La tua squadra ti ha sempre seguito, anche nei momenti più difficili.
“Ho trovato da subito un gruppo che ha messo molta applicazione, c’era la voglia di fare una stagione di livello. Siamo partiti molto bene, abbiamo conquistato subito la credibilità dei nostri tifosi. E’ stata un’annata difficile sotto alcuni aspetti, ma la compattezza di squadra e tifosi è stata straordinaria”.
Ha fissato un obiettivo che non era mai stato centrato nell’era Friedkin. Come mai ha deciso di alzare l’asticella?
“Il momento più difficile è stato dopo la sconfitta con l’Inter. Ho alzato le aspettative perché vedevo come lavoravano i ragazzi. Al ritorno, pur pareggiando contro Milan, Napoli e Juve, abbiamo sempre avuto la sensazione che eravamo cresciuti. Malen ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile, anche se, allo stesso tempo, abbiamo perso tanti giocatori. Chi ha giocato ha sempre dato il massimo, quando parlavamo tra di noi ci dicevamo che era necessario fare un filotto per andare in Champions. Lo abbiamo fatto al momento giusto”.





