Mario Hermoso interviene in conferenza stampa alla vigilia di Fenerbahçe-Roma, gara d’esordio dei giallorossi nella Champions League 2026/27. Il difensore spagnolo presenta la sfida di Istanbul, analizzando il momento della squadra e le difficoltà del primo appuntamento europeo della stagione.
Accanto a Gian Piero Gasperini, alla vigilia della sfida contro il Fenerbahçe, prende la parola anche Mario Hermoso. Il difensore giallorosso presenta il debutto della Roma nella nuova Champions League, soffermandosi sulle sensazioni del gruppo, sull’approccio alla gara e sull’importanza di iniziare nel modo giusto il percorso europeo.

La squadra arriva a Istanbul con entusiasmo e fiducia, ma consapevole delle difficoltà di una trasferta particolarmente insidiosa. Per Hermoso sarà anche l’occasione per raccontare il momento della Roma e le aspettative in vista di una stagione che vedrà i giallorossi impegnati nuovamente ai massimi livelli continentali.
Sulla costanza nelle prestazioni.
“L’anno scorso abbiamo avuto un momento difficile. Il mister ci ha trasmesso questo messaggio: quello di allenarsi forte e di avere fiducia e giocare. L’obiettivo è quello di trasformare queste notti in una costante”
Sei stato uno degli eroi della rimonta contro l’Atalanta. Il bello del calcio è che si gioca tanto e spesso i ricordi vengono subito spazzati via, perché non c’è tempo per goderseli. Un po’ hai pensato a quel gol, però?
“Certo. Abbiamo bisogno anche noi di giocare ogni tre giorni. Siamo in una competizione europea e per noi è importante giocare questo tipo di partite. Abbiamo la volontà di cominciare bene questa competizione”.
Tu con l’Atletico Madrid conosci bene questa competizione. La Champions League è il torneo più difficile e più bello del mondo?
“Certo. Le migliori squadre giocano questa competizione e questo tipo di partite. Bisogna fare una grande stagione per arrivare a giocarle e quindi siamo felici. Abbiamo la volontà di fare un grande inizio di competizione qui a Istanbul e vogliamo giocare questo tipo di partite”.
È corretto dire che il calcio di Gian Piero Gasperini, così aggressivo, alla ricerca della verticalità e intenso nella pressione contro l’avversario, sia un calcio molto europeo e adatto alla Champions League?
“Sì, infatti il mister, quando parla e manda questo messaggio, vuole proprio questo: giocare un calcio di pressione, ad alta intensità e con caratteristiche europee. Noi abbiamo fiducia e la volontà di vedere come possiamo trovare tutte le soluzioni che il mister ci propone nello spogliatoio e in ogni allenamento, per avere le risposte tattiche e tecniche necessarie a vincere questo tipo di partite”.
La Roma torna in Champions League dopo sette anni. La sensazione però è che non arrivi da outsider, ma con una struttura e una consapevolezza diverse rispetto allo scorso anno, grazie alla crescita di Gian Piero Gasperini e di tutto il gruppo. Ti sembra una Roma più consapevole della propria forza?
“Certo. Il mister, quando è arrivato qui alla Roma, ha trasmesso a ognuno di noi la mentalità di crescere come squadra e di aggiungere qualità con tutti i giocatori arrivati nella rosa. Abbiamo avuto una crescita dall’anno scorso a quest’anno e tutti i miei compagni sono molto felici di come gioca la squadra e del grande passo che abbiamo fatto, sia in campionato sia adesso in questa competizione. Vogliamo fare bene le cose, perché per noi è importante dare continuità a quello che stiamo facendo nelle competizioni nazionali e riuscirci anche qui”.





