I capitani di Gasp

Balerdi e De Roon hanno dato contro il Torino una prima risposta alle discussioni che avevano accompagnato il loro arrivo. Due acquisti differenti, voluti da Gasperini per aggiungere alla Roma personalità, esperienza e caratteristiche che ampliano le possibilità della squadra.

«Sono arrivati due capitani». Gasperini li aveva presentati così quando, negli ultimi giorni di mercato, la Roma aveva accolto Leonardo Balerdi e Marten De Roon. Il capitano del Marsiglia e quello della sua Atalanta. Non era soltanto una definizione suggestiva. Dentro quelle parole c’era buona parte di ciò che il tecnico di Grugliasco chiedeva al mercato: leadership, esperienza e soprattutto giocatori capaci di aggiungere qualcosa che nella rosa ancora mancava.

Archie Brown Fenerbahce contro Leonardo Balerdi Roma durante la UEFA Champions League-DajeRomatv.it

Contro il Torino, per la prima volta, i due hanno cominciato a mostrare insieme perché Gasperini avesse insistito tanto per averli. Balerdi lo ha fatto dal primo minuto, prendendosi la difesa con personalità e aggiungendo soprattutto una caratteristica che questo reparto ha avuto raramente negli ultimi anni: la capacità di recuperare metri di campo in accelerazione.

Non è semplicemente una questione di velocità. La Roma di Gasperini difende molto alta, porta uomini sopra la linea del pallone e cerca continuamente di accorciare in avanti. Quando la prima pressione viene superata, però, alle spalle dei difensori si apre inevitabilmente campo. Ed è proprio lì che la velocità nel lungo dell’argentino diventa una qualità strutturale.

Balerdi permette alla Roma di accettare un rischio che con altri interpreti diventa più difficile sostenere. Ndicka, per esempio, offre caratteristiche differenti e probabilmente una migliore interpretazione di alcune situazioni a difesa schierata, ma non possiede la stessa capacità dell’argentino di girarsi e recuperare trenta o quaranta metri in campo aperto.

È per questo che Balerdi non rappresenta semplicemente un’alternativa. A volte una caratteristica individuale modifica direttamente ciò che un allenatore può chiedere all’intera squadra.

Due capitani e una prima risposta al mercato

Poi è arrivato De Roon. E gli sono bastati pochi minuti per ricordare perché Gasperini abbia insistito tanto per ritrovarlo anche a Roma. Letture, palloni recuperati, gestione semplice quando necessario e una tranquillità quasi contagiosa nei momenti in cui la partita chiedeva soprattutto controllo. L’olandese è entrato senza avere bisogno di prendere le misure alla gara: sapeva dove stare, quando aggredire e quando invece rallentare.

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Roma Matias Soule’ e Marten De Roon-DajeRomatv.it

Conosce praticamente a memoria Gasperini. E, forse ancora più importante, Gasperini conosce a memoria lui. È probabilmente questa la dimensione nella quale De Roon può diventare particolarmente prezioso nel corso della stagione. Non necessariamente come uomo da copertina ogni domenica, ma come giocatore capace di partire dall’inizio, subentrare e interpretare momenti differenti senza alterare gli equilibri della squadra. Un riferimento tecnico e caratteriale che amplia le possibilità a disposizione dell’allenatore.

Eppure, soltanto poche settimane fa, entrambe le operazioni avevano generato qualche perplessità. L’arrivo di Balerdi era stato accompagnato soprattutto da una domanda sulla tempistica: perché investire prima sul centrale mentre si aspettava ancora quell’esterno offensivo indicato come priorità e che, alla fine, non sarebbe mai arrivato?

Quello di De Roon aveva invece aperto inevitabilmente il confronto con El Aynaoui, sacrificato per lasciare spazio a un centrocampista molto più esperto e profondamente legato al nuovo allenatore. È ancora troppo presto per trasformare una partita in una sentenza sul mercato. Una stagione può cambiare completamente il giudizio su un acquisto e sarebbe prematuro utilizzare queste prime prestazioni per stabilire definitivamente chi avesse ragione.

Una prima indicazione, però, è arrivata. Forse è ancora presto per dire che Gasperini avesse visto lungo. Ma i capitani di Gasp hanno già cominciato a spiegare perché li voleva a Roma.