Derby nel caos: la Lega ricorre al Tar, Sarri attacca

Continua a tenere banco il caso legato alla data e all’orario del derby Roma-Lazio. Tra esigenze televisive, ordine pubblico e la concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia, nelle ultime ore è andato in scena un vero e proprio braccio di ferro tra Lega Serie A e Prefettura.

La questione derby resta infatti apertissima. La Lega Serie A starebbe facendo di tutto per mantenere la sfida nella giornata di domenica, soprattutto per evitare di stravolgere il calendario della penultima giornata, che prevede diverse gare decisive in contemporanea per la corsa Champions ed europea.

I giocatori di Roma e Lazio in campo
Doppia assenza per il derby: saltano Lazio-Roma (DajeRomaTv – ANSA)

Inizialmente la partita era stata calendarizzata alle 12:30, soluzione individuata proprio per creare un minimo di distanza temporale rispetto alla finale del torneo ATP di Roma, prevista al Foro Italico, nello stesso quadrante dell’Olimpico.

Successivamente, però, il prefetto di Roma avrebbero spinto per lo spostamento del derby a lunedì 18 maggio alle 21, ritenendo troppo complessa la gestione contemporanea dei due eventi nella stessa area della città. A quel punto la Lega avrebbe avanzato una nuova proposta nel tentativo di trovare una mediazione: anticipare ulteriormente il derby alle 12:00, spostando parallelamente la finale degli Internazionali dalle 17 alle 17:30.

Una soluzione che però non avrebbe convinto la Prefettura, rimasta ferma sulla propria posizione. Secondo le ultime indiscrezioni, la Lega Serie A avrebbe quindi deciso di ricorrere al Tar, che dovrebbe esprimersi nella giornata di oggi intorno alle ore 18.

Sarri durissimo: “Se fossi presidente non presenterei la squadra”

Nel frattempo, dopo la finale di Coppa Italia, è intervenuto anche Maurizio Sarri, che si è espresso in maniera molto dura sulla gestione della vicenda.

Primo piano di Maurizio Sarri
Roma, non ha ancora firmato: potrebbe finire alla Lazio (Ansa) – Dajeromatv.it

“Lunedì vengo, domenica non vengo. A mezzogiorno ci giocano loro. Il casino viene dagli errori fatti dalla Lega e ora deve rimediare. Il prefetto è stato chiaro, speriamo sia quella la data”.

L’allenatore biancoceleste ha poi rincarato ulteriormente la dose:

“Se giocassimo domenica, fossi il presidente non presenterei nemmeno la squadra. Non ci stiamo giocando nulla, ci prendiamo un punto di penalità e amen. Ci sono quattro squadre che si giocano 60 milioni di euro e le facciamo giocare alle 12?”.

Parole fortissime che aumentano ulteriormente la tensione attorno a un derby già delicatissimo per la corsa Champions e che ora rischia di trasformarsi anche in un caso istituzionale.